Cronaca

Volantini alla Stp, processo per due sindacalisti: “Tentata estorsione e diffamazione”

Il gup ha rinviato al giudizio del Tribunale di Brindisi Armando Leo e Antonio Esperte, il primo segretario provinciale della Uil e l'altro della Ugl. Parti civili la società e il presidente Rosario Almiento. Il pm: "Pressioni e minacce del tipo qui comandano i mesagnesi"

BRINDISI – Volantini pesanti negli ambienti della Stp, parole dure del tipo “qui comandano i mesagnesi” equivalenti alla diffamazione, alla violenza privata e alla tentata estorsione ai danni del presidente della società. Quei volantini saranno al centro del processo in cui sono imputati due sindacalisti.

Rosario AlmientoArmando Leo, 56 anni, segretario provinciale della Uil Trasporti, residente a Torre Santa Susanna, e Antonio Esperte, 44, segretario provinciale della Ugl,  di Mesagne, sono stati rinviati al giudizio del Tribunale di  Brindisi dal gup Paola Liaci: questa mattina, a conclusione dell’udienza preliminare, il giudice ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, al termine delle indagini partite su denuncia dell’avvocato Rosario Almiento in qualità di presidente del Consiglio di amministrazione della Società Trasporti Pubblici.

La Stp e lo stesso Almiento sono stati riconosciuti come parti offese e in quanto tali oggi hanno chiesto e ottenuto di costituirsi nel giudizio: la società è rappresentata dall’avvocato Mario Guagliani, il presidente, dal penalista Roberto Cavalera. Entrambi si sono riservati di quantificare la richiesta di risarcimento danni. Prima udienza a metà febbraio del prossimo anno.

Alla base delle condotte contestate nel capo di imputazione ci sarebbe stata la volontà o quanto meno il tentativo di favore un familiare del sindacalista Leo, impiegato della Stp con mansione di autista, motivo per il quale ci sarebbero state azioni tali da ostacolare il trasferimento di un dipendente. Questo secondo la lettura dell’accusa che la difesa degli imputati, affidata all’avvocato Giancarlo Camassa, è pronta a respingere, partendo dalla prima affermazione del pm, per il quale i due sindacalisti con una serie di atteggiamenti si sarebbero garantiti una posizione, già consolidata, di potere all’interno della Stp, minata dall’arrivo del nuovo management.

Le azioni attraverso cui sarebbero avvenute minacce e pressioni sono riconducibili all’affissione alla divulgazione dei volantini nel periodo di tempo compreso tra il mese di dicembre 2012 e quello di gennaio dell’anno successivo. Il contenuto è tale da integrare, per il pm, gli estremi della diffamazione a mezzo stampa dal momento che sono stati offeso l’onore e la reputazione del presidente della Stp.

Sotto accusa è finito il seguente passaggio: “Sembra che gli enti soci (della Stp, ndr) ogni volta vadano alla ricerca per l’incarico di presidente, di una persona che non conosca il sistema gestionale di un’azienda, non abbia capacità relazionale, ma capisca solo l’obbedienza al padrino del partito di turno”.

Alle parole scritte, avrebbero fatto seguito quelle verbali con richiesta ad Almiento di revocare i provvedimenti relativi al trasferimento del dipendente. Quando il presidente ha detto no, i due sindacalisti si sarebbero rivolti in tono minaccioso dicendo: “Qui comandano i mesagnesi”. E ancora, la tentata estorsione, nel momento in cui i due avrebbero preteso che l’avvocato tornasse sui suoi passi: “Altrimenti non ti facciamo più fare il presidente e neppure l’avvocato”. 

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