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Ecologica Pugliese: "Noi capro espiatorio delle colpe del Comune"

L'azienda coglie l'occasione di un intervento del capogruppo di Forza Italia, Mauro D'Attis, per replicare sia al consigliere comunale che per illustrare una sequenza di circostanze che scaricherebbero sul Comune le colpe della crisi-rifiuti

BRINDISI - Ecologica Pugliese coglie l'occasione di un intervento del capogruppo di Forza Italia, Mauro D'Attis, per replicare sia al consigliere comunale che, soprattutto, per illustrare una sequenza di circostanze che scaricherebbero sull'amministrazione comunale di Brindisi (e in parte sulla Regione Puglia) le responsabilità del mancato raggiungimento dell'obiettivo della raccolta differenziata, un 58 per cento che pare un miraggio, e l'aggravio del costo del servizio sui cittadini.

Ecologica Pugliese descrive l'esosità e l'infondatezza delle sanzioni ricevute dal Comune, parla anche di un prelievo da parte dello stesso di un'Ecotassa pari ad una volta e mezza l'ammontare (50 per cento da Ecologica Pugliese e 100 per cento dai contribuenti brindisini), il tutto nello scenario di un contenzioso giudiziario vasto e complesso. Come uscirne? Tornando a trattare attorno a un tavolo, propone l'azienda. Ma ora si attende la risposta del Comune di Brindisi alla ricostruzione delle vicende della raccolta rifiuti fatta da Ecologica Pugliese. Ecco di seguito, intanto, la nota integrale dell'azienda.

Non si perde occasione per screditare la Ecologica Pugliese, attuale gestore dei servizi di igiene urbana a Brindisi. Così, anche il prossimo avvento della "stagione delle blatte" viene utilizzato per rimarcare che la tassa dei rifiuti imposta ai cittadini di Brindisi è una delle più alte di Italia, chiedendosi se, per contropartita, l'azienda provvederà quantomeno alla bonifica dell'impianto fognario. Si invoca il ricorso a un'ordinanza sindacale contingibile e urgente, per la quale si ritiene sussistano tutti i presupposti, pur di uscire dalla situazione che viene descritta come "di emergenza". E allora si vuol ricordare al sig. D'Attis e a tutti coloro che si associano alle sue dichiarazioni, una serie di circostanze che, se ignorata, porta a una visione distorta della situazione in corso.

La Ecologica Pugliese Srl, nell'ultimo anno di gestione, è stata vittima di un gioco al massacro. Il Comune di Brindisi ha ripetutamente irrogato sanzioni pecuniarie ingentissime, attualmente ammontanti a un totale di oltre due milioni di euro, principalmente giustificate con il mancato adempimento del presunto obbligo di raggiungere il 58% di raccolta differenziata. Tuttavia, tale obbiettivo era correlato, secondo il capitolato di riferimento, all'estensione del servizio "porta a porta" sull'intero territorio comunale, che non è stato possibile attuare dapprima per l'opposizione della precedente amministrazione comunale (come si rileva dai vari documenti già prodotti nei giudizi in corso) e, successivamente, a causa della situazione di perenne precarietà dell'azienda sul territorio e dal correlato atteggiamento ostruzionistico della stazione appaltante.

L'unico obbiettivo perseguito dall'ente a partire dall'insediamento del commissario prefettizio e sino ad oggi, infatti, è stato quello di estromettere la Ecologica Pugliese Srl dal territorio, attraverso svariate iniziative via via ritenute illegittime dal Tar. Reiterati sono stati, dunque, i tentativi di ricorrere all'ordinanza sindacale invocata da D'Attis a cui il Comune di Brindisi ha già in passato fatto ricorso e che il Tar di Lecce ha bocciato. Agendo per molti mesi con il solo intento di cui sopra, l'amministrazione comunale ha omesso di prestare qualsivoglia collaborazione all'azienda. In tale contesto, ha continuato a irrogare sanzioni pecuniarie ingentissime, molte delle quali persino paradossali.

Si pensi che il 50% dell' Ecotassa, che da più parti si cita per colpevolizzare la Ecologica Pugliese, è stato addebitato proprio a questa azienda e che il Comune, evidentemente incorrendo in un indebito arricchimento, ha poi recuperato la stessa ecotassa (per l'intera quota, per quel che è dato sapere) dai cittadini di Brindisi. Si ricorda, inoltre, che, ancor più paradossalmente, sempre a carico della Ecologica Pugliese Srl è stato posto addirittura il costo per il trasporto in Emilia Romagna dei rifiuti indifferenziati, durante il periodo in cui non erano disponibili impianti in loco. L'azienda, dunque, ha pagato persino il prezzo delle carenze impiantistiche della Regione, pari a oltre 400.000 euro per i trasporti al Nord Italia.

Tale situazione, difficilissima da sostenere, è durata a lungo.Per infiniti mesi la Ecologica Pugliese è stata lasciata in condizioni di provvisorietà e precarietà, con le gravissime difficoltà gestionali che ne sono derivate, anche a causa delle difficoltà economico/finanziarie procurate dall'Ente. Il Comune, dal canto suo, tutt'altro che collaborativo, si è dimostrato assente, intervenendo solo per applicare assurde penalità all'azienda o per tentare di estrometterla dal servizio. Il rimedio per uscire da una tale situazione, dunque, non sembra affatto quello di proseguire imperterriti nel percorso già intrapreso.

Come si può pensare che una soluzione sarebbe rappresentata dal reiterare il tentativo di ordinare a un'altra azienda di eseguire i servizi e contestualmente continuare a sanzionare l'attuale gestore? Il Tar si è più volte già espresso in favore dell'azienda, ma nessun segno di vero ravvedimento è pervenuto dal Comune. La vera strada innovativa, a questo punto, sarebbe piuttosto quella di tentare una collaborazione, aprire un dialogo, creare un tavolo di discussione e magari raggiungere definizioni transattive che consentano all'azienda di prendere respiro e conseguire, serenamente, un miglioramento dei servizi. Per la cronaca: la bonifica dell'impianto fognario non è un intervento di competenza della Ecologica Pugliese, bensì dell'Aquedotto Pugliese.

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