Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

“Penali ingiustificate”: Ecologica chiede al Comune oltre 300mila euro

Nuovo ricorso d’urgenza in Tribunale dopo le sanzioni per il servizio di raccolta rifiuti: la Giunta Carluccio, nella prima riunione, conferisce incarico di difesa agli avvocati interni. Lo scorso maggio chiesto mezzo milione di euro

BRINDISI – Nel braccio di ferro tra il Comune di Brindisi ed Ecologia Pugliese sullo sfondo del servizio di raccolta dei rifiuti arriva il secondo ricorso d’urgenza della società che chiede al Tribunale di condannare l’Ente a restituire oltre 300mila euro, somma corrispondente alle sanzioni subite per presunte irregolarità rispetto a capitolato d’appalto, conseguente taglio del canone liquidato.

La srl barese insiste nell’offensiva legale e costringe, nei fatti, l’Amministrazione cittadina a giocare in difesa, tanto che la prima riunione della neonata Giunta della sindaca Angela Carluccio, è stata chiamata a costituirsi in giudizio prima di ogni altra cosa. Prima deliberazione adottata, presenti tutti gli assessori oltre alla sindaca che, per inciso, viene indicata con declinazione femminile in ogni parte della delibera, dalla “camicia” di presentazione dell’argomento, sino all’ultima pagina della firma.

Terminologia a parte, il Comune ha deciso di “costituirsi in giudizio” affidando incarico agli avvocati interni del Palazzo, Francesco Trane e Monica Canepa, così come chiesto dallo stesso Trane in qualità di dirigente responsabile dell’Ufficio Legale.

Il ricorso è stato depositato presso il Tribunale di Bari lo scorso 11 luglio, la Giunta si è riunita il 15 successivo. Si tratta del secondo ricorso d’urgenza della società Ecologica: la srl, infatti, già il 18 maggio 2016 ha notificato istanza di identica natura al giudice – sezione Imprese – per “ordinare al Comune di Brindisi di restituire la somma complessiva di 547.493 euro e 60 centesimi, trattenuta dallo stesso Ente civico a titolo di penali per le irregolarità nell’espletamento del servizio, riscontrate sino al mese di febbraio 2016”.

L’Amministrazione in quel giudizio è presente, con decisione del commissario Cesare Castelli. In attesa della pronuncia del Tribunale su quel ricorso, la società ha deciso di procedere ancora in via d’urgenza chiedendo questa volta la “restituzione di 334.042 euro e 33 centesimi”, sempre a titolo di sanzioni, ma successive a febbraio.

Secondo i legali di Ecologica Pugliese, ci sono tutti i presupposti per la fattispecie di cui all’articolo 700 del Codice di procedura civile: innanzitutto il fondato motivo di  temere l'insoddisfazione del proprio diritto (periculum in mora); poi un pregiudizio imminente ed irreparabile che minacci il diritto durante il tempo per farlo valere in via ordinaria; infine l'inesistenza di un altro provvedimento di tipo cautelare.

Sul fronte delle azioni intraprese di fronte ai giudici amministrativi, la società ha incassato anche la pronuncia favorevole del Consiglio di Stato rispetto all’esclusione dalla mini gara, poi andata deserta, indetta dalla gestione commissariale del Comune alla scadenza dell’ordinanza per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti. Ma restano le tensioni tra la ditta e i lavoratori per il mancato riconoscimento degli stipendi.

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