Cronaca

Servizio rifiuti nell'incertezza: Ecologica Pugliese licenzia tutti

Tutti si chiedono a Brindisi chi raccoglierà i rifiuti e tenterà di tenere pulita la città dal 17 maggio, visto che il Comune ancora non ha risolto il problema della sostituzione di Ecologica Pugliese. Intanto arrivano le lettere di licenziamento

BRINDISI – Tutti si chiedono a Brindisi chi raccoglierà i rifiuti e tenterà di tenere pulita la città dal 17 maggio, visto che il Comune ancora non ha risolto il problema della sostituzione di Ecologica Pugliese, ditta impegnata per due mandati semestrali con ordinanza contingibile e urgente dell’allora sindaco Mimmo Consales, il secondo in regime di proroga. Intanto per l’impresa barese il problema è già risolto: o il Comune le proroga nuovamente il mandato, oppure tutti a casa. I dipendenti, ovviamente, che dovrebbero essersi ridotti a circa 220 dai 238 effettivi all’epoca del subentro a Monteco.

Le lettere di licenziamento sono già partite sabato 7 maggio e sono già in fase di notifica. La causa, in sintesi, è quella già detta: Ecologica Pugliese attribuisce al Comune la responsabilità dell’epilogo della vicenda. Loro, l’impresa, si legge nella lettera, avevano a tempo debito dichiarato la disponibilità a proseguire il servizio con affidamento diretto (sempre con atto motivato dall’urgenza), ma non hanno ricevuto alcun riscontro né dal dirigente del servizio, né dalla gestione commissariale.

Ciò anche se la gara per l’affidamento a termine, in attesa del famoso e ormai mitico bando decennale che a Brindisi sembra una missione impossibile, è andato deserto. Quindi, come già detto, tutti a casa, anche perché l’azienda non ha necessità di utilizzare diversamente gli attuali dipendenti i quali – secondo i contratti di appalto e quello nazionale di lavoro – dovrebbero transitare armi e bagagli alla società subentrante, quindi Ecologica Pugliese, in uscita, non ha alcun obbligo nei loro confronti.

La lettera di licenziamento di Ecologica Pugliese-2Ed ecco servita in tavola, proprio all’inizio della campagna elettorale, una grana di dimensioni notevoli. Ancora una volta il Comune di Brindisi, dopo l’ennesimo fallimento di un bando sui rifiuti (perché, vale la pena ricordarlo, qualcuno attribuisce proprio alla strutturazione dell’offerta di contratto da parte dell’amministrazione comunale il fatto che la gara sia andata deserta), ha alzato le mani chiamando in aiuto la Regione Puglia che lo scorso hanno era stata costretta a commissariare l’Organo di governo d’ambito, e a chiamare Amiu per gestire impianto di Cdr e discarica di Autigno, entrambi sotto sequestro, e la seconda in fase di bonifica dal percolato.

E’ immaginabile che già da lunedì i sindacati organizzino la reazione dei lavoratori dell’azienda di igiene urbana, chiedendo un travolto urgente con Comune, Prefettura e Regione. Ed è immaginabile che la nuova emergenza diventi uno dei temi immediati per tutti e sei i candidati sindaco, bruscamente richiamati ad occuparsi di un problema che da lungo tempo incombe su Brindisi. Il ricorso da parte del Comune ad una nuova ordinanza contingibile e urgente sembra molto improbabile, ed ancora non ci sono notizie su una ipotetica soluzione tampone da parte della Regione Puglia.

La città si trova coinvolta nelle conseguenze dei gravi errori nella gestione del problema rifiuti da parte della precedente amministrazione (su cui sono aperti vari filoni di indagine della procura, non va dimenticato). Tutti i nodi giungono al pettine, e quando questo avviene nello stesso momento, come nel caso di Brindisi con gli impianti per ora inutilizzabili e l’incertezza sul proseguimento del servizio dal 17 maggio, la situazione può diventare molto critica: siamo proprio nella fase in cui bisogna effettuare, oltre che i servizi ordinari e la differenziata, al centro di continue critiche e polemiche, anche la pulizia delle spiagge e le disinfestazioni. E i grandi eventi estivi sono alle porte.

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