Cronaca Torchiarolo

Benzopirene e polveri sottili: Enel pronta a finanziare filtraggi camini domestici

Enel è pronta a finanziare la campagna di installazione dei filtri ai camini di Torchiarolo, per fornire un elemento di riscontro inconfutabile alle conclusioni delle campagne rilevamento condotte da Arpa Puglia sia sul fenomeno delle altre concentrazioni di polveri sottili PM10 nel piccolo centro a sud di Brindisi, che sull'altro record negativo regionale detenuto da Torchiarolo, quello sui livelli del cancerogeno benzo(a)pirene

Enel è pronta a finanziare la campagna di installazione dei filtri ai camini di Torchiarolo, per fornire un elemento di riscontro inconfutabile alle conclusioni delle campagne rilevamento condotte da Arpa Puglia sia sul fenomeno delle altre concentrazioni di polveri sottili PM10 nel piccolo centro a sud di Brindisi, che sull’altro record negativo regionale detenuto da Torchiarolo, quello sui livelli del cancerogeno benzo(a)pirene. Lo fa sapere la stessa società elettrica con una nota, mentre è ancora bloccato dalla giustizia amministrativa, su ricorso della precedente amministrazione comunale, il Piano regionale che prevedeva proprio la regolamentazione delle emissioni domestiche, stanziando 40mila euro.

Dopo alcuni mesi, valutando i dati delle centraline Arpa con le emissioni dei camini sottoposte a filtraggio, sarebbe stato chiaro se era la combustione della legna da ardere a provocare gli alti livelli di polveri sottili e dell’Ipa benzo(a)pirene, come si evince dagli esiti delle campagne Arpa, o se invece bisognava riconsiderare l’influenza di altre fonri di emissione, come traffico e industrie. Ora Enel si offre di finanziare l’operazione, affinchè a Torchiarolo sia possibile finalmente giungere al dunque il più rapidamente possibile, considerando che il benzo(a)pirene nel 2014 ha superato i limiti di legge, triplicando addirittura il valore di tali soglie a dicembre e gennaio (sino a 3,8 nanogrammi per metro cubo d’aria, e mentre il limite della media annua deve essere di un nanogrammo a Torchiarolo l’anno scorso è stata segnata la quota media di 1,1, quasi cinque volta quella di Taranto)

torchiarolo“In relazione alla situazione della qualità dell’aria di Torchiarolo, Enel desidera ricordare che dopo numerose campagne di misura l’Arpa Puglia ha concluso che i superamenti di PM10 sono in larga parte attribuibili alla combustione locale di legna. Pur non avendo un ruolo attivo nella criticità relativa all’area, in un’ottica di più allargata sostenibilità ambientale, Enel – sottolinea la nota - è disponibile sin da subito a finanziare la realizzazione dei sistemi di filtraggio delle emissioni dei caminetti domestici. Una successiva campagna di rilevazione ambientale potrà quindi certificare l’oggettivo miglioramento ambientale ottenuto nel comprensorio con questo intervento”.

Poi il comunicato della società elettrica torna ad affrontare le conclusioni dello studio “Secondary Particulate Matter Originating from an Industrial Source and Its Impact on Population Health”, che calcola in 44 vittime l’anno l’impatto della centrale di Cerano sulla salute delle popolazioni dei territori circostanti. “In relazione ai recenti articoli di stampa relativi ad uno studio pubblicato da alcuni ricercatori del Cnr, Enel desidera sottolineare che tale documento è del tutto infondato e privo di logica scientifica, non sussistendo alcun nesso causale tra i decessi reali e le caratteristiche ambientali dell’impianto di Cerano. Lo studio – afferma Enel - infatti non analizza neppure in forma embrionale tale nesso causale o le relazioni tra i maggiori decessi rilevati su base statistica rispetto a quanto avviene in aree rurali e le altre fonti di inquinamento esistenti nell'area”.

La centralina Arpa di TorchiaroloEnel ricorda che a questo proposito “si è espressa anche l’Arpa Puglia, che nella sua Valutazione del Danno Sanitario ha recentemente concluso che l’impatto della centrale è molto modesto e al di sotto della soglia di rischio”. Ma qual è il valore del fattore di rischio indicato da Arpa Puglia per la centrale di Cerano? La relazione indica il parametro 4*10-5 (cioè 4 su 100.000), e se così stanno le cose, bisogna dire che al mondo c’è di peggio. In un'altra relazione, ma questa volta dell’Arpa del Piemonte, ad esempio, il fattore di rischio relativo all’esposizione solare è pari a 1 caso aggiuntivo su 3, il fumo di sigaretta a 8 su 100, l’esposizione al gas Radon naturale in ambienti chiusi a 1 su 100, l’esposizione alle radiazioni naturali (Radon esterno e raggi cosmici) a 1 su 1.000,  l’esposizione all’aria ambiente in aree industrializzate a 1 su 10.000 e l’ingestione di sostanze chimiche di origine antropogenica nell’acqua potabile a 1 su 100.000. (Nella foto, una delle due centraline Arpa di Torchiarolo)

Certo, in un’area dove tutti o parte di questi fattori di rischio sono presenti, il contributo di per sé non significativo di alcuni impianti può accrescere la massa critica complessiva. Ma le valutazioni dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale confliggono con quelli dei ricercatori autori dello studio che sta destando polemiche: l’impatto della sola centrale di Cerano è sotto la soglia di rischio. In tale contesto, la verifica sulle emissioni domestiche a Torchiarolo chiarirebbe molte cose. Perché non farla con urgenza, a partire dal prossimo autunno, visto che anche Enel è pronta a finanziare la campagna in maniera tale che non vi siano oneri a carico dei cittadini? La decisione tocca alla nuova amministrazione comunale.

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