Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Centro per disabili, esposto in Procura: “Oneri non dovuti a carico del Comune”

Denuncia del capogruppo di Impegno sociale, Carmelo Palazzo: “Importi non irrilevanti sul bilancio dell’Ente a causa della mancanza di controllo, a beneficio illegittimo della Asl”. Il consigliere insiste sul presunto conflitto di interesse della sindaca: “Il marito resta presidente dell’associazione che gestisce la struttura”

BRINDISI – “Al centro diurno per disabili è stata garantita una consistente attività a scapito, si può presumere, di altre strutture con oneri non dovuti a carico del Comune e dei cittadini. Somme non irrilevanti che pesano sul bilancio, a beneficio illegittimo di quello della Asl di Brindisi”.

Carmelo PalazzoE’ tornato in Procura il capogruppo di Impegno sociale, Carmelo Palazzo, battagliero come sempre. Anche ora che sta per festeggiare 84 primavere ha firmato e consegnato alla magistratura un esposto sulla gestione della struttura Dante Cappello di Brindisi la cui retta di frequenza è pari a 62,24 euro. E’ lo stesso centro per il quale Palazzo insiste nel sostenere che esista un “conflitto di interesse tra la sindaca di Brindisi Angela Carluccio in qualità di presidente dell’Ambito relativo ai Servizi sociali e di consorte di Sergio Quaranta, essendo quest’ultimo presidente dell’associazione Aidp che gestisce il centro”.

Palazzo non solo ribadisce il concetto oggetto di una prima denuncia in Procura oltre che di un’interrogazione alla sindaca a cui Carluccio ha risposto respingendo al mittente ogni insinuazione, ma aggiunge altro che, a suo avviso, sarebbe rilevante e per questo chiede alla Procura di svolgere le verifiche necessarie a fugare i suoi dubbi di fronte a una situazione di “illegittimità, arbitrarietà e illegalità”.

 “Risulta all’interrogante (vale a dire a Carmelo Palazzo, ndr) che il centro diurno socio-educativo e riabilitativo Dante Cappello ha ospitato soggetti con valutazione gravissimo” in relazione alla disabilità. Il giudizio sarebbe stato attestato, stando a quanto si legge nell’esposto, dall’”Unità di Valutazione multidimensionale distrettuale”. Quel che rivela a detta di Palazzo è che “quei soggetti non potevano essere accolti nella struttura e in ogni caso, non a spese del Comune di Brindisi”.

Il consigliere ricorda che in base al “regolamento regionale del 2007, i centri diurni sono rivolti solo per disabili il cui livello di gravità non sia elevato e che le quote di compartecipazione sono ripartite in ugual modo per la Asl e l’utente, ovvero il Comune”. Per i “disabili gravi è previsto l’accesso in altre strutture o a totale carico della Asl o con carico del 70 per cento della Asl e del restante 30 per l’utente”. Ha anche ricordato il contenuto di una lettera scritta nel 2009 dall’assessore regionale alle Politiche della Salute e spedita ai direttori generali delle Asl e ai sindaci capofila degli Ambiti.

Palazzo sostiene di avere elementi tali, per i quali “il centro Dante Cappello si è trovato a doversi avvantaggiare di un trattamento non dovuto e a pretendere somme che non dovevano gravare sul Comune di Brindisi”. E spiega che, secondo lui, tutto questo sarebbe avvenuto “a causa della mancanza di controllo da parte di chi era tenuto ad effettuarlo” e che ci sarebbe stato, inoltre, “un uso delle proprie prerogative da parte della Asl certamente non corretto in quanto finalizzata a scaricare sull’Amministrazione cittadina i costi che dovevano rimanere a proprio carico”.

Il giuramento di Angela Carluccio-3“Ai sensi del regolamento regionale, è il sindaco del Comune capofila che ne ha la rappresentanza ad esercitare attività di vigilanza”. Ed è questo punto che il capogruppo di Impegno sociale torna a ritenere esistente in modo “chiaro” un “conflitto di interesse tra il legale rappresentante del Centro e quello dell’Ambito territoriale, in persona della sindaca non perché il primo tragga vantaggio economico dalla sua posizione come invece ha sostenuto Carluccio e che l’interrogante non ha modo di smentire, ma perché rappresenta una struttura che viene finanziata dal Comune di Brindisi e che è soggetta ad attività di vigilanza e controllo da chi rappresenta la controparte contrattuale e che, per caso, è la consorte”.

Da ultimo, Palazzo scrive: “Mi sia consentito chiarire alla sindaca che il sottoscritto non ha mai utilizzato la propria condizione per trarre, attraverso quell’assordante pietismo da altri invece utilizzato, quel consenso politico che- a suo parere – immeritatamente gli viene attribuito, ma è stato per oltre 50 anni al servizio dei più deboli non avendo mai da ciò tratto un vantaggio personale di alcun tipo, come è dimostrato dai fatti evidentemente sfuggiti al giovane ed inesperto sindaco”. La stessa Carluccio, sempre secondo Palazzo, “crede che sia sufficiente l’uso di una becera retorica per modificare la realtà e mascherare la sua incapacità e la mancanza di sensibilità politica: vi è chi usa l’handicap per trarne utili risultati politici e chi, al contrario, ha sempre usato la politica per sostenere risultati concreti in favore dei portatori di handicap”.

Alla Procura il consigliere chiede di porre in essere le necessarie verifiche, alla sindaca domanda “quali provvedimenti intenda adottare per recuperare dalla Asl le somme  e per eliminare le storture amministrative e gestionali”.

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