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Fallimento Taf: indagato chiede trasferimento atti alla Procura di Potenza

L’istanza sarebbe stata depositata nei giorni scorsi al procuratore capo di Brindisi, posto ancora vacante in attesa del plenum del Csm: ai pm della Basilicata spetta la competenza per inchieste in cui potrebbero essere coinvolti magistrati del distretto

BRINDISI – Nell’inchiesta sul fallimento della società Taf Pneumatici si inserisce l’istanza presentata da uno degli indagati per chiedere una deroga agli ordinari criteri di competenza nella titolarità del fascicolo, con trasferimento degli atti alla Procura di Potenza, nell'ipotesi  in cui dovessero essere coinvolti magistrati del distretto di Brindisi.

La domanda sarebbe stata indirizzata al procuratore capo di Brindisi e attiene all’applicazione dell’articolo 11 del Codice di procedura penale, in materia di competenza nelle indagini e di deroga. In tal caso, la deroga riguarderebbe appunto la trasmissione degli atti del fascicolo del pm Raffaele Casto, alla Procura di Potenza, per valutare se assumere iniziative e, nel caso in cui ce ne dovessero essere i presupposti, quali azioni adottare. Il riscontro al momento manca, non essendoci ancora la nomina del capo dell’ufficio dei pm, dopo il pensionamento di Marco Dinapoli. Si attende la riunione del plenum del Consiglio superiore della magistratura.

La vicenda, a questo punto, dopo le perquisizioni negli studi di un avvocato civilista di Brindisi e di un commercialista di Francavilla Fontana, disposte dal sostituto procuratore Raffaele Casto, diventa ancora più delicata e complessa se è vero che alla luce del contenuto dell’istanza, potrebbero esserci ripercussioni su giudici che si sono pronunciati nella vicenda della procedura concorsuale seguita dalla società di Ceglie Messapica.

A quanto si apprende, la richiesta è stata depositata nei giorni scorsi da uno dei quattro professionisti brindisini destinatari di avvisi di garanzia nel procedimento penale relativo al concordato preventivo nella forma della cessione dei beni, a cui è stata ammessa la srl di Ceglie Messapica, per poi essere dichiarata fallita, su ricorso della Procura.

Nel ricorso, il pm evidenziava anche la sostituzione di un giudice nel collegio che lo scorso anno ha ammesso la Taf al concordato e lamentava la violazione del principio della immutabilità del giudice. Nel fascicolo, sono stati raccolti tutti gli accertamenti sulle condizioni economico-finanziarie della Taf svolti dai finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria, alcuni dei quali hanno portato alla scoperta di partecipazioni immobiliari nella Repubblica popolare cinese e di voci di debiti ritenute non del tutto chiare.

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