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Furto di energia, assolta titolare di azienda agricola

Il Tribunale: “Il fatto non sussiste”. Il pm chiedeva la condanna a otto mesi

BRINDISI – Citazione diretta a giudizio per furto di energia ai danni dell’Enel e assoluzione perché il fatto non sussiste quattro mesi dopo l’inizio del processo: l’accusa era stata mossa nei confronti di una donna titolare di un’azienda agricola, con sede a Brindisi.

mauro durante-5Per l’imputata, giudicata dal Tribunale in composizione monocratica, il pubblico ministero di udienza aveva chiesto la condanna a otto mesi. La difesa, affidata all’avvocato Mauro Durante (foto accanto), chiedeva l’assoluzione con formula piena perché mancavano specifici accertamenti sull’effettivo utilizzo dell’energia, aspetto costituente il reato contestato.

L’imputazione era stata formulata sulla base delle verifiche poste in essere dai tecnici della società Enel, assieme ai carabinieri. Nel verbale si evidenziava la manomissione finalizzata alla sottrazione di energia elettrica “mediante mezzi fraudolenti, consistiti nel collegare con dei morsetti in cavo di alimentazione, direttamente alla rete di proprietà della società Enel”. Non era stato quantificato l’ammontare del presunto danno, conseguente al consumo di energia, aspetto sul quale – di recente – c’è stata anche pronuncia della Corte di Cassazione secondo la quale non è sufficiente ai fini della condanna la manomissione. Le motivazioni alla base della sentenza del Tribunale saranno depositate nel termine di 90 giorni.

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