menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

“Gambizzato per centomila euro: debiti per la droga”

Cosimo Fullone, ferito alla coscia sinistra da colpi di pistola calibro 38: indagato Giuseppe D'Errico. Ricostruito un diverbio con Salvatore Diviaggiano, alias Faccia bruciata. I ruoli nei verbali inediti di Sandro Campana

BRINDISI – “Giuseppe della 500 aveva una bella 38 in mano e Fullone si teneva la coscia”: tra gli episodi ricostruiti nell’ultima inchiesta della Dda di Lecce, c’è la gambizzazione di Cosimo Fullone di Oria, per mano di Giuseppe D’Errico, entrambi finiti in carcere al pari dei fratelli Carlo e Pietro Solazzo che di quel ferimento parlarono in auto. Intercettati anche in questa occasione.

Giuseppe D'ErricoCosimo FulloneIl ferimento avvenne il 6 aprile 2013 e secondo Pietro Solazzo alla base del regolamento di conti c’era un debito nei confronti di D’Errico per una somma compresa tra cento e duecentomila euro. Nei giorni precedenti, però i carabinieri avevano appreso che Carlo Solazzo era debitore nei confronti di Giuseppe D’Errico e Cosimo Fullone (i due nelle foto accanto) di 14mila euro per lavori fatti nella sua nuova abitazione. “Per questi debiti non onorati, Carlo Solazzo era stato anche raggiunto e minacciato da alcune persone, tra le quali Salvatore Diviggiano, alias Faccia bruciata, con cui aveva poi chiarito la situazione”, è scritto nell’ordinanza di arresto.

Due giorni dopo la gambizzazione, i fratelli Solazzo parlano con Marco Pecoraro e si scopriva che Carlo Solazzo “aveva versato a Fullone 4mila euro per una parte dei lavori, pagamento che Fullone aveva comunicato a D’Errico il quale aveva organizzato la spedizione notturna a casa di Solazzo. Nel corso di un incontro fra tutti gli interessati, D’Errico aveva capito di essere stata ingannato da Fullone e per questo decise di punirlo.

Secondo la Dda “la freddezza con cui Giuseppe D’Errico ha gambizzato Fullone è riprova della sua caratura criminale”. Secondo Carlo Solazzo in quel modo si correva il rischio di “una guerra” perché il gruppo di appartenenza “era lo stesso a noi”.

Fullone è stato indicato dal pentito Sandro Campana come “recente affiliato all’associazione mafiosa, è con noi dal giugno 2014 e si occupa di stupefacenti”. Quando a D’Errico, il collaboratore ha riferito di “aver litigato per motivi legati sia alle estorsioni che al traffico di droga su Latiano” e che i fratelli D’Errico “hanno sempre rivendicato il loro predominio, negando ogni spazio ai mesagnesi”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
  • Emergenza Covid-19

    Covid, Puglia: situazione stazionaria, ricoveri in lieve aumento

  • Sport

    Happy Casa Brindisi: missione garanzia primato contro Cremona 

  • Cronaca

    Associazione mafiosa, deve espiare sette anni in una comunità

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento