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Negroamaro, sollecito di pagamento per la Tosap: 100mila euro

La tassa per l’occupazione di suolo pubblico chiesta dal Comune dopo l’esenzione iniziale. L’Amministrazione taglia il contributo in favore della Onlus: da 130mila a centomila per il 2016. Evento a rischio visti i decreti ingiuntivi dei fornitori e la perdita registrata l’anno scorso. Renna ricandidato per il Pd

BRINDISI – Anche il Comune di Brindisi batte cassa in vista della prossima edizione del Negroamaro Wine Festival e sollecita il pagamento della Tosap, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico che, stando agli accertamenti, ammonterebbe a quasi centomila euro, di cui 30mila per l’evento del 2015 chiuso in perdita, con difficoltà nel pagamento di alcuni fornitori costretti a ricorrere al Tribunale per ottenere decreti ingiuntivi.

Il commissario prefettizio Cesare Castelli durante la conferenza stampa di commiato-2La richiesta di saldare il conto della Tosap rimasto aperto sarebbe stata anticipata per le vie brevi, dunque non ufficiali, nei giorni scorsi contemporaneamente alla decisione dell’Amministrazione cittadina – gestione commissariale di Cesare Castelli – di ridurre di 30mila euro il contributo pubblico da riconoscere all’associazione Onlus per l’evento in programma il prossimo mese di luglio, dal 14 al 17.

La somma garantita dal Comune, passerebbe cioè da 130mila euro a centomila. E se dovessero essere confermate le indiscrezioni sull’ammontare della Tosap, è possibile che l’Ente proceda con una compensazione tra quanto deve dare e quanto deve invece ricevere dall’associazione Negroamaro Wine Festival,  seguendo la strada battuta di recente per lo Snim, il salone della nautica, sempre per la questione Tosap. Snim che poi ha preso il largo da Brindisi per approdare a Bari.

Gli accertamenti relativi alla tassa per l’occupazione del suolo pubblico sono stati delegati all’Abaco, la società di riscossione dei tributi per conto del Comune, dopo l’input politico che risale alla passata Amministrazione di centrosinistra, con l’avvocato Carmela Lo Martire assessore al Bilancio, in controtendenza rispetto al senso di marcia seguito sino a quel momento. Sul finire del 2015 gli uffici della ripartizione Servizi finanziari fecero il punto sulle manifestazioni patrocinate dal Comune e su quelle a cui l’Amministrazione partecipava in maniera diretta con l’erogazione di un contributo a fondo perduto, scoprendo che la maggior parte non aveva pagato la Tosap, per l’occupazione sul suolo pubblico con i gazebo e gli stand per la degustazione di vino e l’assaggio di prodotti tipici. Il Negroamaro Wine Festival, sarebbe stato in cima alla lista quanto alla dimensione dell’importo conteggiato a far data dal 2012, anno della prima edizione pensata e organizzata da Camera di Commercio, Confagricoltura, Confcooperative, Consorzio di tutela di Vini Brindisi-Squinzano e Consorzio di tutela Vini Salice salentino.

Inaugurazione Negroamaro Wine Festival Va ricordato, infatti, che lo stesso Comune aveva inizialmente sostenuto la tesi dell’esenzione, e con riferimento al Negroamaro Wine Festival aveva fatto riferimento a una prassi ritenuta consolidata  in quanto ereditata dal passato, secondo cui trattandosi di “evento la cui realizzazione avviene su indirizzo dell’Amministrazione comunale con una compartecipazione interistituzionale che prevede impegni precisi in tal senso, si rappresenta come l’intera area pubblica concessa in uso temporaneo per la realizzazione dell’evento Negroamaro Wine Festival non debba essere considerata soggetta al pagamento del tributo comunale per l’occupazione di suolo pubblico”. Risulta dalla documentazione raccolta presso la sede degli uffici Annona di piazza Mercato.

Nel fascicolo, c’è l’ultimo rendiconto della manifestazione chiusa in perdita per 27.317,85, a fronte di ricavi pari a 389mila euro e costi per 421.317 euro e 85 centesimi, rispetto alla previsione iniziale che si fermava a quota 386mila. Le spese sostenute sono scese di quasi centomila euro se confrontate con quelle documentate con riferimento all’edizione 2014. Non tutti i fornitori però sarebbero stati pagati, visti i decreti ingiuntivi nel frattempo notificati all’associazione Negroamaro: l’importo complessivo sfiora il tetto di 80mila euro.

Il contesto economico-finanziario è delicato ed è rimesso alle valutazioni del consiglio di amministrazione presieduto da Angelo Maci, all’interno del quale siedono Marco Pagano, Giovanni Nardelli e Pino Marchionna, ex vice sindaco di Brindisi con delega alla Programmazione economica. Nelle ultime ore c’è persino chi mette in dubbio che l’evento possa svolgersi a luglio, avanzando l’ipotesi di uno slittamento della data se non addirittura lo spostamento del festival altrove, forse a Lecce.

Francesco RennaMarchionna non è tra i ricandidati alle prossime elezioni del 5 giugno, mentre ci riprova Francesco Renna (nella fotonella lista del Pd: il consigliere uscente, ex Pri, ha firmato ieri sera, 28 aprile, e sarà della partita dopo essere stato titolare della delega speciale alla promozione turistica e protagonista di un “litigio” con l’ex sindaco Mimmo Consales.

  

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