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Corruzione, il Comune di Brindisi chiede i danni a Consales

La Giunta, su proposta della sindaca, delibera la costituzione di parte civile da presentare in udienza preliminare: incarico all'avvocato Franco Fanuzzi

BRINDISI –  Il Comune di Brindisi ha deliberato la costituzione di parte civile nei confronti dell’ex sindaco Mimmo Consales per il quale la Procura ha chiesto il processo allargando le maglie dell’accusa di corruzione legata a conclusione dell’inchiesta sui rifiuti e l’impianto di Cdr. La Giunta ha affidato l’incarico all’avvocato Franco Fanuzzi del Foro di Brindisi che, di conseguenza, rappresenterà l’Amministrazione cittadina, nella persona del primo cittadino pro-tempore, Angela Carluccio, in occasione dell’udienza preliminare davanti al gup Luigi Forleo il prossimo 22 novembre.

In quella sede, il penalista illustrerà al giudice le ragioni per le quali il Comune chiede di partecipare al processo con istanza di risarcimento danni, anche sul piano dell’immagine. Prenderà la parola dopo il sostituto procuratore Giuseppe De Nozza secondo il quale le indagini hanno confermato l’esistenza di un accordo corruttivo per trentamila euro tra Consales e l’imprenditore Luca Screti, in qualità di ex amministratore unico della società Nubile srl a cui l’Ente affidò la gestione dell’impianto di Cdr in via per Pandi, oltre che della discarica in contrada Autigno.

Entrambi furono arrestati il 6 febbraio scorso: l’ex sindaco ai domiciliari, Screti in carcere dove arrivò la prima ammissione sul pagamento del denaro in tranche consegnate in contanti per permettere a Consales di saldare il debito con Equitalia rimasto in piedi per pendenze con la News sas. Quei verbali sono fonti di prova. Consales ha sempre respinto l'accusa e intende affrontare il dibattimento confermando come difensore Massimo Manfreda, lo stesso che lo segue nel processo in corso per concussione e abuso d'ufficio.

La decisione sulla costituzione di parte civile è arrivata lo scorso 30 settembre, su proposta della stessa sindaca Carluccio che aveva anticipato l’intenzione all’indomani della notizia sulla richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale, pubblicata da BrindisiReport. Gli assessori erano tutti presenti. Alla seduta dell’esecutivo ha partecipato il vice segretario generale Angelo Roma. Parti lese e quindi legittimate a chiedere la costituzione nel processo ai fini dell’eventuale richiesta di risarcimento sono anche la Regione Puglia con il governatore Michele Emiliano, l’Oga e i comuni che ne fanno parte, il Ministero dell’Ambiente ed Equitalia.

I pm  hanno puntellato l’impianto accusatorio, arrivando a sostenere che ci sono tutti gli elementi per sostenere al dibattimento l’esistenza di un accordo corruttivo perché – si legge – l’ex sindaco di Brindisi  avrebbe speso “il ruolo politico e amministrativo in sostengo degli interessi della Nubile, società gravata da un’imponente esposizione debitoria, oggetto di transazione con l’Agenzia delle Entrate” reso possibile “anche e soprattutto spendendo la stipula del contratto da 176.514.000 di euro con il Comune di Brindisi per la gestione, per 15 anni, dell’impianto per rifiuti di via per Pandi, di proprietà dell’Amministrazione cittadina”.

La corruzione contestata è stata ampliata con l’inserimento nel capo di imputazione di “ulteriori utilità consistite nell’assunzione e comunque nel far lavorare alle dipendenze della Nubile sei persone, in occasione della messa in esercizio a regime, il 7 gennaio 2014 dell’impianto di Cdr” con provvedimento ritenuto “illegittimo del 6 novembre 2013”. I sei sono stati ascoltati dalla Digos lo scorso mese di giugno.



 

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