Cronaca

Rifiuti, la Tari nel 2016 resta la stessa del 2015: tariffe più alte d’Italia

Per la raccolta costo di 20 milioni di euro l'anno, stando a quanto reso noto da Ecologica che però non ha allegato la relazione. L'importo inserito nel bilancio di previsione del Comune. Aumentano i ticket per gli impianti sportivi, il trasporto degli alunni e il soggiorno climatico

BRINDISI – Non sembrano arrivare buone nuove dal Comune di Brindisi, stando a una prima lettura del bilancio di previsione 2016, in cui hanno trovato conferma le tariffe della Tari, la tassa sui rifiuti, varate dal Consiglio comunale nel 2015, in aumento rispetto all’anno passato: sino alla fine di dicembre restano identiche a quelle che furono motivo di contestazione, lasciando a Brindisi il triste primato di avere la Tari più alta d’Italia.

Palazzo Granafei Nervegna e l'arco di piazza Falcone e SottileL’eredità è questa, è stata lasciata dall’Amministrazione poi caduta per mano della Procura, ed è stata raccolta dalla gestione commissariale con la conseguenza che in media, per abitante, la Tari rimarrà pari a 308 euro, se nulla dovesse cambiare rispetto al 2015, anno preso in esame insieme agli ultimi quattro dall’Osservatorio nazionale sui rifiuti, interno alla Camera di commercio (nazionale), con annesse censure sul servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani perché a Brindisi è stato assegnato il valore economico di inefficienza più elevato d’Italia, espressione cioè della differenza tra la spesa per il servizio di gestione dei rifiuti e il fabbisogno della popolazione o, che è lo stesso, la differenza tra quanto i Comuni hanno speso per il servizio e quanto invece avrebbero potuto spendere. Per la cronaca, lo studio ha portato a riconoscere al nostro capoluogo più 97,45 per cento. Si tratta del risultato della differenza tra la spesa storica pari a 13.990.011 euro e il fabbisogno uguale a 13.990.011, ossia 13.464.220.

Inutile ricordare che Fermo è la città in cui la Tari è la più bassa in assoluto con appena 86 euro in media per abitante. A Brindisi la realtà è ben altra e qui i  costi per il servizio relativo al 2016 sono quelli comunicati dall’attuale gestore, la società Ecologica, che ha indicato l’importo di 19.828.651,99 centesimi di cui è stata chiesta l’integrale copertura. La somma è confluita nel bilancio di previsione approvato dalla struttura commissariale con delibera del sub Maria Antonietta Olivieri il 30 aprile, con i poteri del Consiglio comunale, nella quale è stato evidenziato come la società “non ha fatto pervenire la relazione allegata al piano”. In ogni caso il collegio dei revisori ha dato parere favorevole.

L'importo è tale da coprire il costo per il trasporto dei rifiuti a Poggiardo, dove vengono biostabilizzati, dopo la sospensione del sito di Formica Ambiente, stando a quanto è stato riferito nel corso della conferenza stampa di questa mattina, dedicata alla presentazione del bilancio di previsione 2016.

Sono state confermate l’Irpef, la Tosap, l’Imu, la Tasi e la tassa per le pubbliche affissioni, che restano tutte identiche a quelle del 2015. Nessuna modifica neppure per i ticket chiesti dal Comune di Brindisi per il servizio di mensa scolastica, le cui tariffe sono state ritoccate all’insù 12 mesi fa. Di importo identico a quelli dell’anno passato sono anche le tariffe a carico delle famiglie per gli asili nido.

Subirà, invece, un aumento il servizio di trasporto scolastico “rivolto agli alunni che risiedono al di fuori dell’area urbana e in condizioni di disabilità”, affidato in appalto al Cotrap, il Consorzio Trasporti Aziende Pugliese: “l’importo della contribuzione dell’utenza” sale a “venti euro mensili”.

Il Comune, inoltre, ha deciso di impegnare la somma di 104.600 euro per il soggiorno climatico riservato agli anziani, a condizione che dallo stesso si riesca a garantire “una entrata pari al cento per cento dell’importo” da incassare attraverso i ticket pagati dai pensionati che, di conseguenza, subiranno un aumento rispetto agli passati quando la copertura era pari al 70 per cento.

L’Amministrazione, infine, ha rivisto il sistema tariffario di utilizzo degli impianti sportivi, apportando “un incremento percentuale del 266 per cento” con riferimento ad allenamenti e gare con ingresso libero e per l’uso delle strutture per manifestazioni sportive e non, con ingresso del pubblico a pagamento.

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