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"Il Comune non dimentichi i brindisini sfrattati: serve un'agenzia della casa"

La proposta del sindacato Cobas: "C'è la disponibilità di immobili confiscati. No a capannoni per superare il problema del dormitorio di via provinciale per San Vito"

BRINDISI - "Il Comune di Brindisi non dimentichi i cittadini sfrattati, quelli che hanno perso una casa e che non riescono a trovare un appartamento con il solo contributo pubblico: ce ne sono tanti che dormono in auto o sui cartoni. E' necessario avviare un'agenzia per la casa. L'Amministrazione, inoltre, non dimentichi il problema del dormitorio di via provinciale per San Vito che non può essere superato con i capannoni".

La richiesta arriva dal sindacato Cobas, con una nota del portavoce Roberto Aprile il quale  esprime anche solidarietà al parroco della chiesa San Nicola del rione  Paradiso,Cosimo Zecca, "oggetto di una volgare  contestazione da parte di noti personaggi politici di destra che gli rimproverano una solidarietà ai migranti ,fatta invece di sola coerenza ai principi cristiani". "Per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione anche di tipo elettorale, il Cobas ha  chiesto un incontro con la gestione commissariale del comune di Brindisi sulle decisioni che si intendono realizzare per affrontare  il problema dei cittadini brindisini che provengono da altre nazioni residenti nel dormitorio di via Provinciale San Vito. Riproponiamo   quindi  la nascita di una Agenzia Casa in cui il Comune svolga un ruolo di garante e la necessità di ricorrere a immobili confiscati per dare un tetto a chi ne ha bisogno".

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