Cronaca

Tassa sui rifiuti, gli albergatori vincono al Tar: annullate le tariffe del Comune

L’Amministrazione non si è costituita in giudizio, condannata a pagare le spese legali pari a quattromila euro. Ora impugna la sentenza al Consiglio di Stato. Il piano 2015 prevedeva importi triplicati rispetto all’anno precedente

BRINDISI – Gli albergatori di Brindisi possono alzare le braccia in segno di vittoria contro il Comune per il piano tariffario della Tari: i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato da Federalberghi, annullando gli importi della tassa sui rifiuti che per il settore erano stati triplicati.

La sede del Tar di LecceLa sentenza è del Tar di Lecce, pronunciata senza aver ascoltato le ragioni dell’Amministrazione cittadina perché l’Ente non si è costituito in giudizio. Nossignore. Non è la prima volta  che il Comune non prende parte a un processo a cui è interessato. Quali siano state le ragioni della mancata costituzione in giudizio e, di conseguenza, dell’assenza dalle udienze non è dato saperlo.

Si sa, invece, che il collegio giudicante ha condannato l’Amministrazione non solo a ritirare il piano delle tariffe Tari, approvato con delibera del Consiglio comunale del 2014, quindi proposta dalla maggioranza di centrosinistra che reggeva le sorti di Palazzo di città, poi entrato in vigore dal  2015, ma anche al pagamento delle spese legali, pari a quattromila euro.

Di fronte alla condanna rimediata, il Comune ha deciso di giocare in attacco e qualche giorno fa è stato deliberato il ricorso in Appello. La decisione è del commissario Cesare Castelli, con i poteri della Giunta. L’Ente, quindi, azionerà il secondo grado di giudizio davanti ai giudici del Consiglio di Stato e lo farà con il capo dell’ufficio legale interno, Francesco Trane, autore della proposta di delibera.

Palazzo Granafei Nervegna e l'arco di piazza Falcone e SottileFederalberghi, quindi, dovrà “resistere” e sarà l’avvocato Giulia Di Pierro a seguire l’evoluzione del giudizio, dopo aver ottenuto la pronuncia favorevole del Tar, sottolineando l’aggravio in termini di costi a cui sono stati sottoposti gli albergatori con il piano tariffario 2015, rivisto e corretto come conseguenza diretta dell’aumento del costo del servizio di nettezza urbana.

A Brindisi, infatti, si è passati da 16 a 18 milioni , con ripercussioni su altre categorie di contribuenti, a partire da quelli che vengono classificati sotto la voce “utenze domestiche”.

L’istanza è stata presentata oltre che dall’associazione provinciale degli albergatori di Brindisi, Federalberghi, da cinque titolari di strutture della città, con una sola richiesta: “annullare la delibera del consiglio comunale avente ad oggetto l’approvazione del piano finanziario e delle tariffe Tari per il 2015 con i relativi allegati” e di “ogni atto connesso e consequenziale”. Così è stato.

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