Cronaca

Scu, estorsioni e discoteche: il Riesame conferma il carcere

Respinti i ricorsi per Tobia Parisi, la moglie Veronica Girardo e per Antonio Tarantino, cugino del primo. Sono stati arrestati il 23 febbraio scorso nel blitz The Beginners della Dda di Lecce: secondo l'accusa avrebbero il titolare del Poison di Mesagne ad affidare al loro gruppo la gestione dei parcheggi

La conferenza stampa dell'operazione The Beginners e in basso gli indagati Veronica Girardo e Tobia Parisi, entrambi in carcere. Ancora più in basso Daniele Vicientino

BRINDISI – L’accusa di estorsione di stampo mafioso legata alla gestione dei parcheggi della discoteca Poison di Mesagne resiste davanti al Tribunale del Riesame: i giudici  hanno confermato il carcere per Tobia Parisi, la moglie Veronica Girardo e il cugino del primo, Antonio Emanuele Tarantino, nonché per Morris Cervellera e Giuseppe Vinci, questi ultimi ritenuti i volti nuovi della Sacra Corona Unita. Tutti arrestati il 23 febbraio scorso nell’inchiesta chiamata The Beginners della Dda di Lecce.

Tobia ParisiVeronica Girardo-2I giudici del Tribunale delle libertà hanno respinto i ricorsi presentati dagli avvocati difensori degli indagati, secondo i quali non sussistono né gravi indizi di colpevolezza né esigenze cautelari tali da mantenere l’ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli agenti della Mobile, diretti da Alberto Somma. “I fatti contestati sono insussistenti non essendoci stata alcuna condotta mafiosa”, ha sottolineato l’avvocato Giancarlo Camassa nelle istanze discusse venerdì mattina davanti al Riesame, per Tobia Parisi, Veronica Girardo e per Antonio Emanuele Tarantino. “Dalle stesse intercettazioni telefoniche si evince che non c’è stata alcuna minaccia, ma accordo tra le parti per la gestione dei parcheggi delle discoteche”, continua il penalista.

“Rispetto, poi, alla richiesta inizialmente formulata dai pm, è lo stesso gip che arriva a conclusioni differenti, contestando l’accusa di estorsione mafiosa solo in un caso rispetto ai tre evidenziati nella richiesta di arresto”.

Nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Alberto Santacatterina, e dall’aggiunto della Procura di Brindisi, Valeria Farina Valaori, sono state ricostruite tre estorsioni di stampo mafioso nell’estate 2013 partendo dal contenuto dei colloqui in carcere tra Parisi, già accusato di associazione mafiosa in Calypso, indagine del 2010,  e la moglie, per la prima coinvolta in un’inchiesta sulla Sacra Corona Unita.

Gli episodi ricostruiti dai pm sono quelli ai danni del titolare dell’Aranceto, l’altra  estorsione aggravata dal metodo mafioso sarebbe stata rivolta al gestore del Mashad e un’altra ancora avrebbe riguardato il titolare del Poison.

Il gip ha ritenuto mafiosa la condotta solo nei confronti di quest’ultimo, sostenendo che c’è stata “coartazione delle volontà”. Ha aderito in toto, invece, l’accusa mossa dai pm nei confronti della coppia che “in concorso costringevano con minacce implicite a consegnare loro la villa con terreno circostante ubicata a Torre Santa Susanna, in contrada Episcopana, procurandosi in tal modo un ingiusto profitto, con pari danno per la persona offesa”.

Daniele Vicientino dopo la catturaMarito e moglie avrebbero fatto presente al proprietario di Parisi apparteneva alla Sacra Corona Unita, in tal modo secondo l’accusa, avrebbero “agevolato la frangia di appartenenza dell’associazione mafiosa che conseguiva il vantaggio di poter contare sulla disponibilità dell’immobile” poi destinato al nascondiglio di Daniele Vicentino, ritenuto al vertice dello stesso clan di Parisi, nel periodo della latitanza per sottrarsi all’arresto nell’inchiesta Calypso.

Per le estorsioni al titolare del Poison e al proprietario della villa l’ordinanza di custodia cautelare resta intatta dopo il pronunciamento dei giudici del Riesame, ma per conoscere le motivazioni alla base delle quali è stata negata la libertà agli indagati bisognerà aspettare i prossimi giorni.  

Parisi e la moglie, così come Tarantino, in sede di interrogatorio di garanzia, hanno respinto l’addebito sostenendo di essersi occupati dei posteggi in maniera del tutto legale, essendo questa attività l’unica per il sostentamento della famiglia. Il difensore ha anticipato l’intenzione di ricorrere in Cassazione.

Nei prossimi giorni saranno discusse le istanze presentate dai difensori degli altri indagati, considerati nuovi volti della Scu, in The beginners.

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