Cronaca

Condannato per droga, patente revocata: il giudice ordina la restituzione

Il Tribunale di Lecce accoglie il ricorso del difensore di un brindisino, riconosciuto colpevole di spaccio. L’avvocato D’Amuri: “Difficile riuscire a trovare lavoro se non viene limitata la libertà di movimento”

Il Tribunale di Lecce

BRINDISI – Prima la revoca della patente come conseguenza diretta della condanna per spaccio di droga, poi il ricorso in Tribunale per riottenerla: il giudice ha ordinato alla Prefettura di Brindisi di restituire all’imputato la sua patente, così come chiesto dal difensore Daniela D’Amuri.

daniela d'amuri avv-3La pronuncia è arrivata l’altro ieri dal giudice Boni del Tribunale di Lecce competente in materia e si riferisce al caso sollevato dalla penalista (nella foto) in relazione a un giovane nato e residente a Brindisi, L.A (le iniziali del nome e del cognome), indagato e poi rinviato a giudizio con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Si tratta di un reato per il quale la legge prevede la revoca della patente così come accade nei casi di applicazione della sorveglianza speciale oppure della libertà vigilata.

La revoca viene disposta dalla Prefettura del luogo in cui si risiede e a nulla serve dimostrare che senza quell’abilitazione non è possibile ottemperare all’obbligo legato alla ricerca di un posto di  lavoro, così come lo stesso Tribunale indica nel provvedimento di applicazione della  misura. Tanto dispone, in maniera imperativa  l’articolo 120 del Codice della strada che dopo la recente modifica ha aggiunto i casi di condanna per droga, senza eccezione alcuna rispetto all’entità della pena.

In caso di condanna, sia pure a una pena sospesa, c’è la revoca della patente di guida. Ed è quanto successo al giovane brindisino, dopo aver subito la prima condanna, impossibilitato a mettersi alla guida e a recarsi al lavoro.

La Prefettura di BrindisiIl difensore ha presentato ricorso al Tribunale ordinario, competente dopo la pronuncia della Cassazione a sezioni unite, mentre prima i ricorsi si presentavano al Tar, organo di giustizia amministrativa. E ha evidenziato come  in mancanza della patente, non sarebbe stato possibile per l’imputato agire secondo le disposizioni di legge . Il giudice Boni ha accolto la “ sospensiva “ presentata unitamente al ricorso dal suo avvocato e ha ordinato alla Prefettura di Brindisi (in foto il palazzo in piazza Santa Teresa) di restituire la patente almeno fino a quando avrà termine il processo civile.

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