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Last travel, droga a Brindisi da Torino: ottiene i domiciliari Corsano

Il brindisino, 47 anni, alias Chiavolla, ha lasciato il carcere dopo quasi un mese su istanza dei difensori Laura Beltrami e Luca Leoci: accusato di spaccio nell'inchiesta partita la scorsa estate

BRINDISI – Dopo quasi un mese in carcere, con l’accusa di spaccio nell’inchiesta Last Travel, il brindisino Pietro Corsano, 47 anni, alias Chiavolla, ha ottenuto i domiciliari.

Pietro Corsano-2L’attenuazione della misura è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi su istanza dei difensori, Laura Beltrami e Luca leoci. Non è escluso che Corsano chiuda i conti con la giustizia e definisca, quindi, la propria posizione processuale, chiedendo l’applicazione della pena. L’ipotesi del patteggiamento, infatti, è al vaglio della penalista.

Il blitz dei carabinieri chiamato Last Travel, ultimo viaggio, risale alla fine di ottobre, quando vennero eseguiti gli arresti chiesti dal pubblico ministero Valeria Farina Valaori: i gravi indizi di colpevolezza sono le intercettazioni telefoniche e ambientali e le scoperte fatte dai militari. Ascoltando le conversazioni, gli uomini dell’Arma hanno avuto la certezza che una Fiat Croma veniva usata per il trasporto dei carichi da Torino a Brindisi. L’auto era stata modificata perché era stato creato un doppiofondo con delle lastre.

L’ascolto delle conversazioni e la lettura dei messaggi ha permesso di avere anche la conferma al sospetto di un pagamento ingente, come quello avvenuto il 31 luglio scorso. “Si apprendeva che Antonio Di Giovanni aveva consegnato ai fornitori la somma di 99mila euro in due tranche: 64mila euro quale acconto e 35mila a saldo dello stupefacente ricevuto il 23 luglio”, si legge nell’ordinanza di arresto.

Il successivo 9 agosto 2016, l’arresto di Antonio Di Giovanni partito da Torino e intercettato nei pressi del centro commerciale Ipercoop di Brindisi. In quella occasione, sarebbe riuscito a fuggire Giovanni Cannalire, il suocero: a bordo di una Fiat Croma c’erano 85 kg di hashish suddivisi in panetti. Nell’auto furono trovate undici  banconote false del taglio di 50 euro ciascuna, per un valore complessivo di 550 euro.

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