Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Rifiuti e corruzione, il gip fa domande e Vergara risponde

Il commercialista ha affrontato l'interrogatorio di garanzia: la difesa valuta il ricorso al Riesame. Presenti anche i due pm inquirenti: al vaglio la consegna delle buste al sindaco con il denaro per pagare il debito con Equitalia . Domani è la volta di Mimmo Consales

Il gip Giuseppe Licci. Sotto, i pm titolari dell'inchiesta, Giuseppe De Nozza e Savina Toscani: erano presenti all'interrogatorio

BRINDISI – Ha voluto affrontare il fuoco di fila delle domande del gip e dei pm inquirenti, il commercialista Massimo Vergara, ai domiciliari da sabato scorso con l’accusa di corruzione in concorso con Mimmo Consales, dimessosi dalla carica di sindaco, e con Luca Screti, ex amministratore unico della società Nubile, il solo a essere in carcere. Tutti coinvolti nell’inchiesta sull’impianto di Cdr e sull’affidamento in gestione alla ditta brindisina, con truffa aggravata ai danni del Comune di Brindisi e degli altri aderenti all’Oga.

Il professionista di Lecce ha deciso di rispondere per chiarire la sua posizione. Lo ha fatto  alla presenza dei suoi avvocati di fiducia, Sabrina Conte e Carlo Viva, nella tarda mattinata di oggi: ha replicato alle contestazioni mosse sia dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Licci, a cui si sono aggiunte quelle dei sostituti procuratore Savina Toscani e Giuseppe De Nozza.

Cosa ha riferito Vergara? Il contenuto dell’interrogatorio resta ovviamente coperto dal segreto istruttorio in attesa che venga ascoltato anche l’ex sindaco Consales, per il quale l’appuntamento di fronte al gip è previsto per domani. L’ex primo cittadino, quindi, ha ancora 24 ore di tempo per maturare la decisione sulla strategia difensiva d’accordo con il suo difensore, Massimo Manfreda. Screti, invece, assistito dall’avvocato Vincenzo Farina, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere, riservandosi di rilasciare dichiarazioni in futuro.

IL PM GIUSEPPE DE NOZZA E SAVINA TOSCANI-2Di certo è che la posizione di Vergara è ritenuta centrale in questa inchiesta così come nel filone Equitalia per il quale Consales è già sotto processo, al pari del direttore dell’agenzia di Brindisi, Giuseppe Puzzovio, perché secondo la Procura sarebbe stato proprio il commercialista a consegnare le buste all’interno delle quali ci sarebbe stato il denaro destinato al sindaco, per il pagamento delle rate del debito maturato con Euqitalia, per lo più in relazione a contributi previdenziali non versati.

Vergara è stato visto dagli agenti della Digos entrare a Palazzo Nervegna e la conferma dell’ingresso negli uffici comunali è stata riferita dall’ex collaboratore di Consales, il giornalista Cosimo Saracino, componente dell’ufficio di staff, che proprio in seguito all’inchiesta decise di dimettersi dall’incarico. La sua posizione è stata archiviata, lui da allora non ha avuto più rapporti con il Comune di Brindisi e con il sindaco.

Nel teorema imbastito dal pm, quindi, non sembrano esserci dubbi sulla consegna delle buste: sono partite, sostengono i magistrati, dalla sede della Nubile, sono state messe a disposizione di Consales da Screti e lo stesso Vergara, all’epoca direttore del settore Amministrazione della ditta, sarebbe stato delegato al contatto con il sindaco. Il punto di interesse per i pm, è se Vergara sapesse o meno che all’interno di quelle buste chiuse c’era il denaro.

La vicenda avrebbe avuto inizio il 17 luglio 2012, quindi due mesi dopo le elezioni amministrative, quando Consales ottenne una rateizzazione del debito. Da allora ci sarebbero stati sei tranche di pagamento, per un totale di 30mila euro, l’ultima delle quali registrata nel mese di ottobre 2013. Il successivo mese di novembre, quando cioè gli agenti della Digos avevano già rilevato i movimenti di denaro, furono disposte le perquisizioni domiciliari e da quel momento i pagamenti sono cessati.

I verbali resi da Saracino, così come tutti quelli che si riferiscono al troncone di Equitalia sono stati acquisiti al fascicolo di questa inchiesta che ancora non è arrivata al capolinea essendoci la necessità di accertare le posizioni di altre persone. La difesa di Vergara sta valutando se ricorrere o meno al tribunale del Riesame per chiedere la remissione in libertà dell’indagato sulla base di cessate esigenze cautelari che per il gip sono state  concrete e attuali.

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