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Casette di Natale, il Comune scrive al procuratore capo

Dopo le notizie riportate da BrindisiReport su richieste di acconti dalla Confesercenti, lettera del capo di Gabinetto al capo dei pm Marco Dinapoli e diffida al presidente Tony D’Amore: nessun rapporto tra l’Ente e l’associazione

BRINDISI – Ci sono due lettere partite da Palazzo di città nella vicenda delle casette di Natale e degli acconti che sarebbero stati chiesti dalla Confesercenti ad alcuni commercianti di Brindisi per prenotare gli spazi del mercatino di Natale: una è stata spedita al procuratore capo Marco Dinapoli come segnalazione per eventuali approfondimenti, l’altra è stata consegnata al presidente dell’associazione, Antonio D’Amore, e vale come diffida e invito al rimborso delle somme incassate. Rimborso in atto.

casette di natale luci corso umbertoI-2Nell’uno e nell’altro caso, a scrivere è stato il capo di gabinetto della sindaca, Nicola Zizzi, all’indomani dell’articolo pubblicato da BrindisiReport su anticipi di 200 euro in media, chiesti dalla Confesercenti secondo alcuni negozianti e hobbisty per le casette del mercatino che l’associazione aveva proposto a fine luglio al Comune, pensando al Natale, ma che l’Amministrazione ha annullato dopo le polemiche per la mancanza di pubblicità, vale a dire per l’assenza di un bando.

Il protocollo, infatti, è stato cestinato 24 ore prima che fosse portato in Giunta per l’approvazione e di conseguenza non c’è più traccia né dell’iniziativa, né del contributo di 48.700 euro che secondo indiscrezioni avrebbe dovuto essere riconosciuto alla Confesercenti. I negozianti il 19 novembre scorso hanno contatto la redazione per raccontare la richiesta di acconto, ammettendo la propria ingenuità. Martedì è arrivata la notizia della disponibilità al rimborso, nonostante in prima battuta il presidente D’Amore avesse restituito al mittente le polemiche sostenendo che si trattasse solo di pettegolezzi alimentati dall’anonimato delle fonti. Fonti che, come tutti sanno, i giornalisti hanno il dovere di tutelare. Fonti che invece D’Amore pretendeva di conoscere. Poi il silenzio. Fino a quando non è intervenuto il Comune.

Le missive, sia quella rivolta al presidente di Confesercenti che quella indirizzata alla Procura della Repubblica, sono del 21 novembre scorso e attengono al protocollo estivo che, secondo quanto è scritto, era e resta senza “perfezionamento” non essendoci stato atto deliberativo della Giunta con impegno delle risorse economiche. In altre parole non esisteva e non estive alcun rapporto tra l’Amministrazione cittadina e l’associazione.

Il dirigente ha rimarcato la necessità di un simile intervento del Comune di Brindisi a “tutela dell’interesse pubblico rappresentato nonché dell’affidamento degli operatori economici”. E ha aggiunto che le richieste pervenute non solo da D’Amore, ma anche dal Movimento dei Consumatori rappresentato dall’avvocato Giampaola Gambino sono “destituite di logica coerenza”.

D’Amore e Gambino, entrambi il 18 novembre, hanno scritto confermando il “pieno adempimento del protocollo e l’operatività dello stesso” il 3 dicembre per Confesercenti e il 7 per il Movimento dei Consumatori. Entrambi sostengono di avere sottoscritto il contratto con Enel per la fornitura di energia elettrica, di aver affidato la realizzazione della grafica pubblicitaria e della comunicazione, di aver progettato e organizzato gli eventi, di aver avviato la selezione degli operatori commerciali e ancora di aver noleggiato strutture e sottoscritto un contratto di manutenzione e vigilanza.

Ancora non è chiaro il perché del protocollo estivo, chi abbia contattato solo Confesercenti e per quale motivo solo dopo le polemiche il Comune abbia scelto di seguire la strada della manifestazione di interesse. Domande senza risposte di nessuno dei due assessori, Cosimo Laguercia prima e Raffaele De Maria poi, titolari delle deleghe alle Attività produttive. Silenzio anche su questo fronte della sindaca Angela Carluccio.

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