Cronaca

“Tasse non dovute”: il Comune di Brindisi sbaglia i conti e rimborsa i contribuenti

Importi errati per 125mila euro, a Palazzo di città manovra per attingere al fondo di riserva. Autorizzati ulteriori prelievi per finanziare l'acquisto di 23 macchinette marcatempo per il personale anche delle società partecipate. E per spese legali

BRINDISI – Tasse pagate dai contribuenti ma non dovute. Praticamente (più di) un errore ammesso dal Comune di Brindisi, costretto a rimborsare 125mila euro, somma di cui non ha disponibilità stando al bilancio di previsione. Tanto è vero che la Giunta è stata costretta ad autorizzare una manovra in extremis per attingere dal fondo di riserva.

Dal settore Servizi Finanziari è stato chiesto un “incremento dello stanziamento del capitolo per il rimborso delle entrate non dovute” nella misura di 50mila euro” perché quello attuale pari a “75mila euro risulta ad oggi insufficiente a soddisfare tutte le richieste pervenute”.  Manovra finanziaria, quindi, necessaria. Quel che non è chiaro è come sia stato possibile arrivare a una situazione come quella odierna, con una valanga di richiesta di rimborsi che, sottoposti a verifica, vengono accolti.

Evidentemente c’è qualcosa che non funziona nella comunicazione tra gli uffici Tributi del Comune di Brindisi e il concessionario della riscossione, la società Abaco. Chi ha materialmente commesso gli errori? L’Amministrazione cittadina o la società?  Interrogativi in verità non nuovi, visto quanto avvenuto nel periodo in cui il servizio era stata affidato alla Gestor. L’unica certezza, al momento, è che a Palazzo di città hanno attinto al fondo di riserva che ammonta a 415.964,93 euro.

Manovra urgente. Non l’unica, visto che l’esecutivo ha autorizzato altri prelievi per un totale di 125.167,71 euro dallo stesso fondo, come quello necessario per saldare il conto legato all’acquisto di 23 macchinette marcatempo per controllare gli ingressi e le uscite del personale dipendente anche delle società partecipate attraverso i badge. Acquisito, probabilmente, legato alla scoperta di un dipendente assenteista nel centro anziani del rione Bozzano, finito ai domiciliari con l’accusa di truffa, poi scarcerato e sospeso dal lavoro con procedimento disciplinare in corso anche per i colleghi ritenuti complici.

La richiesta è stata avanzata dal dirigente del settore Risorse Umane per 11.110 euro, importo necessario per arrivare a coprire la spesa complessiva di 17.358,88 euro sotto la voce “acquisto licenze software”. Prelievo dal fondo di riserva autorizzato anche per “dare corso ai rimborsi ai datori di lavoro per i permessi retribuiti ai propri dipendenti che espletano funzioni di cariche elettive”. In questo caso, sono stati chiesti 25mila euro dal dirigente responsabile dell’Ufficio del Consiglio comunale.

E’ rimasto a corto di euro il settore Affari Legali, alla ricerca di 20mila euro per “il pagamento costante di tasse di registrazione delle sentenze, acquisto di contributi unificati e notifiche di atti per giudizi dinanzi alle Autorità competenti”. Fonte di finanziamento? Sempre il fondo di riserva. Lo stesso vale per le richieste di fondi arrivate dal settore Urbanistica in relazione a debiti fuori bilancio per quasi ottomila euro, derivanti da decreti ingiuntivi ottenuti da due dipendenti impegnati nell’attività di istruttoria delle pratiche di condono edilizio autorizzata nel lontano 1995.

L’urgenza ha giustificato, infine, la manovra finanziaria per presentare “manifestazione di interesse per l’avviso Cal azione In Puglia Aret di Puglia promozione” da depositare entro le ore 12 del 30 settembre. Con uno stanziamento di tremila euro. Prelievo dopo prelievo, il fondo di riserva a Palazzo di città è sceso a 290.797, 22 euro. 

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