Cronaca

Peculato ai danni della Asl, a processo il consigliere regionale Vizzino

Il gup ha rinviato al giudizio del Tribunale di Brindisi ll mesagnese eletto nella lista Emiliano sindaco di Puglia è imputato in relazione a ticket sanitari pari a 1.192 euro: secondo l’accusa avrebbe fatto risultare non eseguite alcune prestazioni, tramite uno storno inserito nel sistema informatico del Cup

BRINDISI – Sarà un processo a stabilire se il consigliere regionale Mauro Vizzino, 34 anni, sia colpevole o meno di peculato, accusa mossa dalla Procura in relazione a prestazioni sanitarie per 1.192 euro che avrebbe fatto risultare come non eseguite e rimborsate, presso lo sportello Cup di Mesagne, dove lavora come impiegato.

La sede della direzione Asl di BrindisiVizzino,  eletto a maggio dello scorso anno nella lista Emiliano sindaco di Puglia, è stato rinviato al giudizio del Tribunale di Brindisi, dal gup Tea Verderosa di fronte alla quale si è svolta questa mattina l’udienza preliminare: il processo a suo carico inizierà il prossimo 6 luglio, imputato con accusa identica è un altro addetto al Centro di prenotazioni della Asl di Mesagne, Alessandro Coccioli, 40 anni, anche lui mesagnese e dipendente della società Svimservice, come il consigliere regionale.

Coccioli, difeso dall’avvocato Cosimo Lodeserto, era presente in udienza, assente invece Vizzino che lo scorso 5 aprile  aveva depositato un certificato attestante impegni indifferibili in seno al Consiglio regionale pugliese. La difesa di Vizzino è affidata agli avvocati Alessandro Dell’Aquila e Francesco Sisto.

Il giudice per l’udienza preliminare ha ammesso la costituzione di parte civile della Asl depositata dall’avvocato Carmela Roma, a cui è stato affidato l’incarico di rappresentare e difendere in giudizio gli interessi e l’immagine dell’Azienda sanitaria locale, attraverso una richiesta di risarcimento danni.

Milto Stefano De NozzaL’accusa è stata mossa dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, sulla base degli accertamenti delegati ai carabinieri del Nas di Taranto. I fatti contestati si riferiscono a un periodo compreso tra il 2009 al 2012: secondo il pm, i due dipendenti della ditta Svimservice, che gestiva all'epoca dei fatti il servizio prenotazioni delle prestazioni erogate attraverso il Cup dalla Asl di Brindisi, avrebbero fatto  risultare non eseguite alcune prestazioni che lo erano invece state, tramite uno storno inserito nel sistema informatico. In tal modo sarebbero state attivate procedure di falsa restituzione ai pazienti di diversi importi che variano dai 4 ai 70 euro, per un totale pari a 1.191 euro.

Per Vizzino i rimborsi contestati sono una ventina, nell’elenco imbastito dal pm ci sono  19 euro per una visita odontosomatologica, 36 euro per una estrazione dente permanente, quattro euro per la prescrizione di un anticoagulante, 72 euro per una tornografia a coerenza ottica e  50 euro per il rilascio di un certificato di idoneità alla pratica sportiva.

Secondo l’impostazione accusatoria, il meccanismo sarebbe stato il seguente: la visita veniva eseguita, ma sui terminali veniva inserito uno storno dovuto alla mancata effettuazione della stessa. Da qui il rimborso in via automatica che però i pazienti non avrebbero effettivamente percepito, per lo meno stando alle dichiarazioni rese dagli stessi in fase di indagini.

CARABINIERI_NAS-2Gli accertamenti svolti avrebbero evidenziato anche richieste di modifica di password per accedere al sistema informaticoVizzini, all’indomani della notifica dell’avviso di conclusione, aveva dichiarato di non volersi dimettere dall’incarico di consigliere regionale e infatti è rimasto in seno alle Assise di Bari: “Sono sereno per un motivo molto semplice: sono sempre stato una persona leale, corretta e onesta, per cui aspetto che la giustizia faccia il suo corso per dimostrare che sono assolutamente estraneo a ogni accusa che è stata mossa nei miei confronti”, disse alla vigilia dell’insediamento. A proclamazione avvenuta, Vizzino ha totalizzato 5.512 voti, di cui 3.058 nella sua Mesagne, dove il padre, è stato candidato al consiglio comunale nella coalizione di Pompeo Molfetta, poi eletto, in alternativa all’aspirante primo cittadino presentato dal Pd, Francesco Mingolla.

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