Cronaca Centro Storico / Via Guglielmo Marconi

Residenti del Centro di Brindisi in stato di assedio per i parcheggi

E' indispensabile che il Comune riveda il piano, pensi a una zona a traffico limitato e "rispolveri" progetti per l'uso dello spazio sotterraneo di Piazza Santa Teresa e dell'ex Caserma Ederle in via Castello, che svilupperebbe 500 posti auto

BRINDISI - Il nuovo piano parcheggi affoga e pone ancora di più in stato di assedio i residenti del centro storico dove i numerosi stalli passati da pagamento a gratuiti sono diventati per molti un posto fisso, occupato a tempo pieno per l’intera giornata. Riesce sempre più difficile, quasi impossibile, per gli abitanti del centro storico trovare un posto per parcheggiare pur essendo muniti del pass regolarmente pagato a Multiservizi, e spesso risulta difficile anche entrare in casa per le auto parcheggiate in doppia fila e sui marciapiedi.

Il Comune di Brindisi-2Il piano-parcheggi così progettato ha ignorato che nel raggio di poche centinaia di metri quadrati, nel centro storico sono collocate scuole, chiese, ristoranti, pub, pizzerie, palestre, hanno sede il Comune, la Prefettura, la Provincia, le Banche, il teatro Verdi,  Piazza mercato, centri commerciali e negozi con frequentatori che arrivano da tutte le parti, in ogni ora del giorno e della notte, e che occupano stabilmente, a tempo indeterminato, gli spazi consentiti. In ogni città “normale” il  Comune ha il dovere di proteggere e tutelare il centro storico e si adopera per costituire zone a traffico limitato (ZTL), per localizzare le aree pedonali secondo precise disposizioni di legge (legge codice della strada n.285/1992) che devono solo essere applicate nelle forme dovute, compatibilmente con la struttura urbanistica delle città. In queste zone di particolare rilevanza urbanistica, il Comune può subordinare l’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, stabilire aree in cui l’accesso e la circolazione sono consentiti ai soli residenti, ai veicoli al servizio dei soggetti disabili, alle biciclette, ai veicoli di trasporto pubblico, di sicurezza, di emergenza ed ai taxi, per rendere la città ospitale, favorire gli spostamenti dei cittadini, incrementare l’uso dei mezzi pubblici ed abbattere per quanto possibile le emissioni inquinanti.

In dette zone i  Comuni,  hanno la facoltà di riservare superfici e spazi di sosta per veicoli privati a disposizione dei soli residenti, a titolo gratuito o oneroso. Brindisi fa eccezione a questa che è una regola semplice, in linea con le intenzioni e le istruzioni indicate dalle leggi, di fondamentale importanza per un vivere civile , è ancora ferma ad un Piano Urbano di Mobilità (PUM) ed un Piano Urbano del Traffico(PUT) risalenti a  15 anni fa.  E’ stata ignorata la sproporzione evidente fra la densità abitativa del centro storico, la ristrettezza di strade e vicoli antiche già sotto stress da emissioni inquinanti dal traffico intenso, non è stato preso in considerazione  il numero delle case costruite nel dopoguerra senza vincoli di  parcheggi propri ed è stato attuato un piano parcheggi che non ha previsto zone a traffico limitato in quasi tutto il centro storico, come accade in tutte le “normali” città italiane.
La percentuale di posti gratuiti su strisce bianche, misurata con un semplice calcolo matematico, pari al 50% in rapporto quelle a pagamento, diventa uno squilibrio evidente nelle zone adiacenti la chiesa di San Benedetto, dove a fronte dell’unica strada con parcheggi a pagamento (via Guglielmo Marconi) tutto il resto è disposto su strisce bianche con centinaia di  posti occupati a tempo indeterminato, giorno e notte, come fossero  appartenenti a privati ( via Castello, via Cittadella, via dei Mille, via Nicolò Taccone, via Giordano Bruno, via Palestro), non è stata valutata anche la necessità di liberare le stradine del centro storico (via Lata e via Filomeno Consiglio, via Duomo), diventate autentiche corsie di penetrazione.

E’ indispensabile che il Comune riveda il piano parcheggi e preveda la possibilità che si attui per il centro storico, come in ogni città normale d’Italia, una zona a traffico limitato (ZTL), stabilendo le fasce orarie e prescrivendo aree e spazi di sosta per i veicoli privati dei soli residenti, a titolo gratuito o oneroso che sia. E’ indispensabile uno studio particolareggiato ed una adeguata istruttoria tecnica, la conoscenza dettagliata e completa del tessuto urbanistico del centro storico, proporzionato alla realtà, sulle base delle indicazioni fornite dai  fondamentali strumenti del Piano Urbanistico di Mobilità (PUM) e del Piano Urbanistico Territoriale (PUT).

E’ l’occasione favorevole per “rispolverare” progetti già a disposizione del Comune, come quelli relativi all’utilizzo dello spazio del sotterraneo di Piazza Santa Teresa, destinato a rifugio antiaereo, con una superficie disponibile di 4 mila metri quadrati, a quello dell’ex Caserma Ederle in via Castello, che svilupperebbe 500 posti auto, del suolo ex Agip su via Porta Lecce, renderli attuali e compatibili con il  Piano Generale del Traffico Urbano,  giusto nella fase di impostazione  del nuovo strumento urbanistico generale (PUG). E’ il momento più appropriato per rivedere la proporzione fra parcheggi a pagamento e gratuiti per consentire agli abitanti del centro storico di poter finalmente trovare un posto disponibile per parcheggiare. In attesa, giustamente, parcheggiano anche i camper! P.S. Durante le festività dei Santi Patroni, San Teodoro e San Lorenzo, gli abitanti del centro storico sono costretti  a trasferirsi.

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