Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Omicidio Tedesco, il pm: “Ergastolo per i tre imputati”

Andrea Romano, Alessandro Polito e Francesco Coffa, accusati di aver ucciso per futili motivi e con premeditazione. Oggi la requisitoria nel processo con rito abbreviato per il delitto del primo novembre 2014 in un condominio del rione Sant'Elia. La famiglia della vittima ha chiesto un milione mezzo di danni

BRINDISI – “Colpevoli di aver ucciso Cosimo Tedesco per futili motivi e con premeditazione e per questo sono da condannare all'ergastolo”: il pubblico ministero ha chiesto il carcere a vita per Andrea Romano, Alessandro Polito e Francesco Coffa, tutti imputati nel processo in abbreviato, detenuti, e presenti in udienza.

cosimo tedesco-4Le conclusioni del pm sono state consegnate questa mattina nel corso dell’udienza davanti al gup del Tribunale di Brindisi a cui spetta la decisione su quanto avvenuto il primo novembre 2014, quando Tedesco morì in ospedale, poche ore dopo il ricovero, per le ferite riportate nella sparatoria in un condominio di piazza Raffaello, nel rione Sant’Elia, di Brindisi.

Alessandro Polito tradotto al carcereSecondo il rappresentante della pubblica accusa, allo stato degli atti, va affermata la responsabilità di tutti e tre gli imputati in relazione all’accusa di omicidio volontario con due aggravanti: futili motivi e premeditazione, come si legge nel capo di imputazione, perché il fatto di sangue sarebbe scaturito a distanza di 24 ore da un litigio nel corso della festa di compleanno di una delle figlie minorenni di Andrea Romano a cui erano presenti congiunti della famiglia Tedesco.

In seguito al diverbio, i tre si sarebbero adoperati per convocare Cosimo Tedesco e all’appuntamento, sempre secondo l’impostazione accusatoria, si sarebbero fatti trovare armati, mentre una quarta persona faceva da palo. Quest’ultima è stata identificata in un ragazzo che all’epoca non aveva ancora Francesco Coffacompiuto i 18 anni e per questo motivo nei suoi confronti si procede separatamente, essendo la competenza  della Procura per i minorenni di Lecce.

Tedesco aveva 52 anni. Venne raggiunto da sei colpi di pistola e morì in ospedale a distanza di poche ore dall’arrivo in condizioni già disperate. Nella stessa circostanza rimase ferito il figlio, Luca, e per questo i tre sono accusati anche di tentato omicidio, che riportava ferite da arma da fuoco all’addome e alla mano sinistra. Gli imputati sono accusati, inoltre, di detenzione illegale di armi da sparo, tra cui una Beretta calibro 9 con matricola abrasa.

Romano risponde anche di evasione dagli arresti domiciliari perché in quel periodo era ristretto nella sua abitazione di residenza, per effetto dell’ordinanza del gip presso il Tribunale di Forlì: dopo aver commesso l’omicidio, si sarebbe allontanato  allo scopo di procurarsi l’impunità, rendendosi irreperibile sino al 25 febbraio, quando venne arrestato dai carabinieri a San Vito dei Normanni.

Andrea Romano-2Il giovane è accusato anche di aver detenuto una pistola semiautomatica calibro nove con sei proiettili, di ricettazione dell’arma e di aver formato un documento di identità falso. La carta d’identità era valida per l’espatrio, era stata rilasciata dal Comune di Latiano e riportava il nome di un ragazzo del posto.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Cinzia Cavallo, Massimo Murra, Agnese Guido e Ladislao Massari.

Nel processo si sono costituiti parte civili i familiari di Cosimo e Luca Tedesco, con l’avvocato Paolantonio D’Amico: il legale ha chiesto la somma complessiva di un milione e mezzo di euro a titolo di risarcimento dei danni patiti per il figlio della vittima, Luca, a sua volta rimasto ferito nell’agguato, per la mamma Marta Capozza e per la nonna Anna Maria Morciano.

Nessuna richiesta, invece, da parte del fratello della vittima, Giuseppe Tedesco, condannato in via definitiva all’ergastolo per tre omicidi ricostruiti dal pentito Vito Di Emidio, alias Bullone.

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