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Scu & droga, dal Riesame altre 13 scarcerazioni dopo il blitz Omega

Mancanza di motivazione nell'ordinanza di arresto del gip: fuori dal carcere anche Benito Clemente e Antonio Saracino accusati dell'attentato alla villa del maresciallo dei carabinieri. Rischia di tornare in libertà Carlo Solazzo, ritenuto autore dell'omicidio di Antonio Presta. C'era già stato un primo provvedimento di custodia, poi annullato dopo la lettera della Dda

BRINDISI – Scarcerazioni a catena del Tribunale del Riesame dopo il blitz Omega che il 12 dicembre ha portato in carcere 58 brindisini su 68 indagati per associazione mafiosa e narcotraffico: in 13 sono stati rimessi in libertà per mancanza di motivazione nel provvedimento di arresto. Non il primo, stando agli atti, perché c’era già stata un’ordinanza di custodia cautelare firmata dallo stesso gip, che i pm della Dda avevano chiesto di annullare sostenendo che non ci fosse un’autonoma valutazione del giudice per le indagini preliminari.

Benito Clemente-2SARACINO ANTONIO MESAGNE 15.11.1976 RESIDENTE S. DONACI-2Ieri sera il Tribunale di Lecce in funzione di Riesame ha scarcerato: Benito Clemente e Antonio Saracino, difesi dagli avvocati Ladislao Massari (il primo) e da Carmelo Molfetta e Silvio Molfetta (il secondo), entrambi accusati dell’attentato incendiario ai danni della villetta del comandante della stazione dei carabinieri di San Donaci, Francesco Lazzari, il 19 dicembre 2012, a distanza di qualche mese dall’omicidio di Antonio Presta, fatto di sangue che ha dato origine alle indagini (I due scarcerati nelle foto accanto).

Scarcerati, sempre nella serata di ieri, dal Riesame: Pietro Soleti, considerato “referente della Sacra Corona Unita su San Donaci”, Salvatore Arseni, Cosimo Perrone, Giuseppe Perrone alias Barabba, Paolo Giolia, Gabriele Leuzzi, Marco Pecoraro, Francesco Francavilla e Giuseppe Giordano detto Aiace, tutti difesi dall’avvocato Ladislao Massari. Il Tribunale del Riesame ha rimesso in libertà anche i fratelli Antonio e Onofrio Corbascio, entrambi difesi dall’avvocato Raffaele Missere.

Le motivazioni alla base della pronuncia dei giudici saranno depositate nei prossimi giorni, ma sembrerebbe che il Tribunale abbia accolto il ricorso dei penalisti partendo dal vizio di carattere formale legato all’assenza di una valutazione autonoma del gip Vincenzo Brancato rispetto a quanto evidenziato dal pm della Dda nella richiesta di arresto.

Ad avviso dei penalisti, sarebbe venuta a mancare la motivazione del giudice per le indagini preliminari, figura terza, rispetto all’impostazione del sostituto procuratore Alberto Santacatterina, sia sul fronte dei gravi indizi che sul piano delle esigenze cautelari. Lo stesso pm, assieme al capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, Cataldo Motta (nel frattempo andato in pensione) aveva evidenziato il difetto di motivazione in una lettera spedita al gip Vincenzo Brancato dopo che questi aveva firmato una prima ordinanza di custodia cautelare.

Carlo Solazzo-2Daniela Presta-2In sede di Riesame, infatti, i penalisti hanno scoperto dell’esistenza di un provvedimento di arresto precedente a quello eseguito il 12 dicembre, annullato nel momento in cui Motta e Santacatterina hanno scritto la missiva sottolineando che la carenza di motivazione avrebbe di fatto portato all’annullamento in sede di Riesame. Così è stato. In tale contesto, rischia di tornare in libertà il principale indagato dell’inchiesta Omega, Carlo Solazzo (foto al lato), che la Dda ritiene esecutore materiale dell’omicidio di Antonio Presta.

Il difensore di Solazzo, l’avvocato Stefano Prontera, si riserva di presentare il ricorso che, invece, sarà certamente depositato per Pietro Solazzo, accusato di aver fatto parte della Scu e del gruppo che operava nel settore della droga. Istanza al Riesame è stata presentata per Daniela Presta (foto sopra), sorella di Antonio Presta, e compagna di Pietro Solazzo, dagli avvocati Giacomo Serio e Ladislao Massari.

Sempre nella giornata di ieri, lo stesso gip ha concesso i domiciliari a Giuseppe Cortese, difeso dall’avvocato Dario Budano, ad Antonio De Luca difeso da Ilaria Baldassarre, e a Marco Ferulli difesi da Francesco Cascione. I difensori hanno presentato anche ricorso al Riesame per gli indagati ritenuti inseriti nel gruppo dei distributori di droga. L'udienza si svolgerà la prossima settimana. Intanto il "caso" delle scarcerazioni a catena potrebbe, secondo gli addetti ai lavori, essere motivo di ispezione ministeriale.

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