Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

“Incidenti stradali fasulli a Brindisi”: condannati 24 imputati

Ruolo di promotore contestato a Cristian Ostuni: cinque anni e due mesi. Coinvolti altri componenti della famiglia. Sei assoluzioni. La sentenza del Tribunale, a conclusione del processo scaturito dalla denuncia di un'assicurazione: un'auto coinvolta in sinistri anche quando era sotto sequestro

BRINDISI – Ventiquattro brindisini sono stati condannati dal Tribunale di Brindisi a conclusione del processo su incidenti stradali che la Procura ha ritenuto falsi perché mai avvenuti essendo stati costruiti a tavolino o taroccati sul piano delle conseguenze, con conseguente truffa per le assicurazioni: l’ipotesi accusatoria è stata confermata dal collegio giudicante, con la sola eccezione di sei imputati, coinvolti in fatti di minore gravità, assolti perché il fatto non sussiste.

Il sostituto procuratore Milto De NozzaLa sentenza è arrivata dopo cinque ore di camera di consiglio, nel tardo pomeriggio di oggi, motivazioni fra 90 giorni. Il conto più alto è arrivato per Cristian Ostuni, condannato alla pena di cinque anni e due mesi di reclusione (richiesta del pm a tre anni e due mesi di reclusione per tre capi di imputazione), con interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Nei suoi confronti il sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza (nella foto accanto) aveva contestato il ruolo di promotore sostenendo l’esistenza di un’associazione per delinquere a cui avrebbero preso parte altri componenti della famiglia che sono stati condannati dal Tribunale.

Colpevoli dei reati ascritti: Antonio Ostuni, due anni e un mese di reclusione (richiesta del pm a un anno e sette mesi di reclusione, per due capi di imputazione); Diego Ostuni, due anni e nove mesi (richiesta del pm a un anno e nove mesi di reclusione, per quattro capi di imputazione); Eddy Ostuni, due anni (richiesta del pm a un anno e sei mesi di reclusione, per un capo di imputazione); Ostuni Teodoro un anno e quattro mesi

Sentenza di condanna anche per: Francesco Barletta, un anno e stesso riconoscimento (come chiesto dal pm); Ada Caputo due anni e quattro mesi (richiesta di due anni e quattro mesi per undici capi di imputazione contestati); Roberto Carbone, un anno e quattro mesi (richiesta di un anno di reclusione, per un capo di imputazione, con riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti all’aggravante); Loredana Carruezzo, un anno di reclusione (richiesta di un anno per un capo di imputazione, stesso riconoscimento); Sergio Di Totero, un anno di reclusione, per un capo di imputazione, stesso riconoscimento.

Condannati anche: Antonio Giglio, un anno e quattro mesi di reclusione(richiesta di un anno di reclusione, per un capo di imputazione, stesso riconoscimento; Davide Antonio Gionfalo, due anni e dieci mesi (richiesta di due anni e due mesi di reclusione per sette capi di imputazione); Vincenzo Lillo, un anno di reclusione (come chiesto dal pm, per un capo di imputazione); Rosanna Maglie, un anno di reclusione, per un capo di imputazione (come chiesto dal pm); Simonetta Marulli, un anno di reclusione, per un capo di imputazione, (come chiesto dal pm); Renato Morganti, un anno di reclusione, per un capo di imputazione (come chiesto dal pm).

Sentenza di condanna, inoltre, per:  Gianluca Perrone, un anno e quattro mesi (richiesta del pm un anno di reclusione, per un capo di imputazione, con riconoscimento delle circostanze generiche equivalenti alla contestata aggravante); Romano Quatraro, un anno di reclusione, (come chiesto dal pm per un capo di imputazione, stesso riconoscimento); Concetta Romano, un anno di reclusione, per un capo di imputazione, stesso riconoscimento; Salvatore Romano, un anno di reclusione (come chiesto dal pm per un capo di imputazione, stesso riconoscimento); Antonio Sanasi, un anno di reclusione (come chiesto dal pm per un capo di imputazione, stesso riconoscimento);  Sergio Sardano, un anno di reclusione, per un capo di imputazione, stesso riconoscimento.

Condannati, infine: Cosima Semeraro, un anno di reclusione, (come chiesto dal pm per un capo di imputazione); Antonio Trono, un anno e otto mesi di reclusione (come chiesto dal pm per tre capi di imputazione); Federica Trono, un anno e otto mesi (richiesta del pm un anno e sette mesi di reclusione, per due capi di imputazione); Andrea Zanzarella, un anno e quattro mesi di reclusione (richiesta del pm un anno per un capo di imputazione, con riconoscimento delle circostanze generiche equivalenti alla contestata aggravante).

Assolti per non aver commesso il fatto: Cosimo Caiulo, per il quale il pm aveva chiesto la condanna a un anno; Iolanda Conte, per la quale il pm aveva chiesto un anno; Marcolina De Giuseppe, per la quale c’era stata richiesta di condanna a un anno di reclusione, per un capo di imputazione; Liliana Iaia, per la quale il pm aveva chiesto un anno di reclusione, per un capo di imputazione; Maria Lavino, per la quale il pm aveva chiesto un anno di reclusione, per un capo di imputazione.

Sentenza di assoluzione per  Daniele Giglio, per il quale il pm aveva invocato un anno di reclusione, per un capo di imputazione: l’imputato è stato condannato in via definitiva all’ergastolo con l’accusa di duplice omicidio che ha sempre respinto proclamandosi innocente nel processo sui fatti di sangue ricostruiti dal pentito Vito Di Emidio (Leonzio Roselli e Giacomo Casale, uccisi il 7 maggio 1996, delitti ricostruiti dal pentito Vito Di Emidio). Nei suoi confronti è stato contestato un capo di imputazione legato a un incidente avvenuto il 6 aprile 2010, vale a dire due anni dopo essere stato arrestato per gli omicidi (era quindi già in carcere): Daniele Giglio, secondo l’accusa, avrebbe assicurato una Vespa condotta da Antonio Giglio. Accusa caduta con la pronuncia del Tribunale di Brindisi per non aver commesso il fatto.

Parti civili sono le seguenti compagnie di assicurazione: Assimoco, Generali, Milano, Aurora, Lloyd Adriatico, Fondiaria Sai, Sara, Zurich, Allianz, Maa e Reale Mutua. L’inchiesta è partita su segnalazione di una compagnia di assicurazioni dopo aver notato che una stessa auto compariva in 12 incidenti su 14: è una Hyundai Getz che viene coinvolta dal  27 marzo 2009 sino al 2 luglio 2010, anche quando l’utilitaria era ferma in un deposito giudiziario.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Giuseppe Guastella, Albino Quarta, Gianluca Palazzo, Marcello Falcone,  Mauro Durante, Fabio Di Bello, Laura Beltrami, Daniela D’Amuri, Livio Di Noi, Antonio Rizzo, Raffaele Pesce e Giuseppe Spagnolo.

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