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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Martena al telefono dal carcere: “Pupillo non usare droga, una porcheria”

Nuove intercettazioni nell’inchiesta della Dda: “Invito singolare rivolto a Polito perché proviene da soggetto ripetutamente condannato per narcotraffico”

BRINDISI – “Lo sai che sei il mio pupillo, ma stai lontano da quella porcheria (la droga), la devi buttare perché rovina le persone, ricordatelo compare”. Il consiglio è di Raffaele Martena, 32 anni all’anagrafe fra due mesi e 35 di reclusione diventati definitivi. Nato a San Pietro Vernotico, ma cresciuto nella frazione brindisina di Tuturano, è considerato dai pm della Dda di Lecce, al vertice di un nuovo gruppo di giovani della Sacra Corona Unita. Quel messaggio è stato consegnato via telefonino cellulare, quando Martena era ristretto nel carcere di Terni, al brindisino Andrea Polito, arrestato il 15 maggio scorso nell’inchiesta Oltre le mura, delegata agli agenti della Mobile, con l’accusa di aver fatto parte dell’associazione di stampo mafioso, assieme a dieci persone. Ruolo di primo piano è stato contestato, oltre  che a Martena, ad Antonio Campana.

Le intercettazioni dal carcere

Raffaele MartenaStando alle intercettazioni telefoniche trascritte e confluite nel fascicolo d’inchiesta, quella chiamata l’avrebbe fatta Campana, compagno di cella di Martena, la sera del 13 luglio 2017, alle 21.30. I due hanno avuto la disponibilità di una utenza, nonostante fossero ristretti in carcere, oggetto di ulteriore indagine della Mobile, dopo la segnalazione della Procura di Terni.

Quella sera venne prima contattato Jury Rosafio, poi Andrea Polito, il quale sarebbe stato “convocato al colloquio telefonico da Rosafio, su richiesta di Martena e Campana”. Per quale motivo? Secondo i magistrati del pool Antimafia, coordinati dal procuratore capo Leonardo Leone de Castris, perché “dovevano calmare l’entusiasmo di Polito e controllarne l’impeto criminale” poiché lo stesso aveva detto che intendeva “scannare tutti”.

Campana a questo punto lo avrebbe richiamato: “Sì, ho capito, ma cercate di tirare un po’ il freno a mano, per il resto ve li facciamo uscire noi i soldi”. Poi il telefonino sarebbe passato a Martena: “Ohu, mannaggia la capu vostra, lo sai che sei il mio pupullo però quando fai certe cose, mi fai innervosire perché lo sai che io ti voglio bene”.

Il consiglio

Andrea Polito(1)-2I pm sostengono che “Polito, assieme al fratello (arrestato nello stesso blitz, ndr) viene delegato a raccogliere i proventi del traffico di sostanze stupefacenti per suo conto: “Voi dovere coordinare e basta e poi dividete”, è scritto nella trascrizione della conversazione al telefono. “Per un migliore adempimento dei propri doveri criminali, Polito viene esortato da Martena a non fare uso di stupefacenti”, sostengono ancora i pm dell’Antimafia.

Le condanne definitive per droga

“Invito per la verità singolare, visto che proviene da un soggetto ripetutamente condanna per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga”, si legge.

“Quella porcheria (la droga) la dovete eliminare, la devi buttare che rovina la gente”. Ad oggi, Martena è stato condannato in via definitiva con l’accusa di narcotraffico tre volte: 16 anni di reclusione più 15 più quattro. La prima sentenza è diventata irrevocabile il 17 ottobre 2014, la seconda il 17 ottobre 2013 e l’altra il 17 novembre 2015. Complessivamente ha collezionato 35 anni di reclusione, lui che di anni ne ha compirà 32 a luglio.

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