Cronaca

Rifiuti, indagati anche 14 ex dipendenti Nubile

La Procura contesta l'interruzione di pubblico servizio per i presidi davanti ai cancelli dell'impianto di Cdr: i lavoratori protestavano per ottenere il pagamento degli stipendi. Ma sono finiti sotto inchiesta: notificati gli avvisi di conclusione

BRINDISI – C’è un altro filone nell’inchiesta sui rifiuti a Brindisi, parallelo a quello della corruzione contestata all’ex sindaco Mimmo Consales e all’imprenditore Luca Screti,  un troncone nel quale risultano indagati 14 (ex) dipendenti della società Nubile (di cui omettiamo i nomi) che gestiva l’impianto di Cdr in via per Pandi: la Procura contesta nei confronti di tutti l’interruzione di pubblico servizio perché posizionando davanti all’ingresso del sito hanno impedito l’ingresso dei camion e quindi il conferimento del materiale da avviare a biostabilizzazione.

Il pm Giuseppe De Nozza LA PROTESTA AL CENTRO DELLE INDAGINI 

Gli avvisi di conclusione delle indagini sono firmati dal sostituto procuratore Giuseppe De Nozza. I fatti contestati sulla base delle indagini delegate agli agenti della Digos si riferiscono alla fine della scorsa estate, quando la città di Brindisi e gli altri comuni dell’Oga, poi commissariata dalla Regione Puglia, vissero giorni di emergenza. In quel periodo i dipendenti rivendicavano il pagamento degli stipendi dalla società Nubile titolare dell’appalto di gestione dell’impianto di Cdr per la durata di 15 anni, a fronte di un importo complessivo pari a 176milioni di euro.

La società Nubile, all’epoca con Luca Screti come amministratore unico, a sua volta, si rivolgeva alle Amministrazioni pubbliche per ottenere il pagamento di quanto previsto nel contratto a fronte dei conferimenti per l’Oga.

La situazione era alquanto difficile da gestire, ci furono anche scontri durante le assemblee dell’Organo di governo d’ambito tra i sindaci perché c’era più di qualcuno che sollevava obiezioni rispetto alle modalità di funzionamento del sito, addebitandone la responsabilità alla società Nubile.

Quella vicenda è finita in malo modo, non solo con il commissariamento, ma con costi che secondo la Procura sarebbero stati pagati dagli utenti  a titolo di “maggiore ecotassa per il volume di rifiuti avviati a smaltimento, danno quantificato per il solo anno 2014 in 451mila euro”, dal momento che secondo l’accusa il privato avrebbe “lucrato indebitamente la quota parte della tariffa determinata sul valore presuntivo di Cdr da prodursi e la quota parte di tariffa correlata al processo di biostabilizzazione con un minor costo di esercizio dell’impianto stimato in tre milioni e 321mila euro”.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlGli importi sono leggibili nell’ordinanza di custodia cautelare che portò agli arresti Consales e Screti, rimessi in libertà agli inizi dello scorso mese di maggio, fermo restando i gravi indizi di colpevolezza peraltro ammessi dall’imprenditore che ha confermato di aver pagato una tangente da 30mila euro, a rate, in favore dell’ex primo cittadino attingendo al compenso da amministratore unico della Nubile. Consales invece nega rivendicando la correttezza del suo operato da sindaco e parla di contributo elettorale accettato dopo l’offerta di cui aveva anche perso memoria.

Parallelamente a questa vicenda, gli agenti della Digos, hanno trasmesso in Procura all’attenzione dello stesso pm, gli atti sul blocco dei cancelli e adesso i 14 ex dipendenti della Nubile, rimasti senza lavoro con la speranza di essere assorditi dall’Amiu, rischiano di finire sotto processo. Alcuni di loro sono stati ascoltati dagli agenti della Digos nelle ultime ore, altri lo saranno, tutti respingono l’accusa e si dichiarano estranei ai fatti. Nel frattempo aspettano ancora di ottenere il saldo degli stipendi.

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