Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

“Rifiuti, Screti voleva realizzare una nuova discarica privata per superare l’emergenza”

"Sito di sua proprietà sulla strada per Mesagne: per Consales e Monetti soluzione fattibile". La società scrisse al Comune dopo il sequestro di Autigno: l'area proposta era di natura argillosa. La pista investigativa porta a una zona di proprietà della società Fimab che in quel periodo chiedeva l'ampliamento

L'area della cava calcarea della società Fimab. In basso i pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, l'imprenditore Luca Screti e il nuovo dirigente del settore Ambiente del Comune, Gaetano Padula

BRINDISI – La società Nubile voleva realizzare una discarica per rifiuti nuova, privata, in una zona argillosa, sulla strada Brindisi-Mesagne, su terreni di cui Luca Screti sosteneva di avere già la disponibilità nel periodo dell’emergenza, quando c’era stato il sequestro di Autigno per inquinamento della falda. Ma su quel sito non aggiunse altro, né se fosse Nubile il proprietario, né se fosse un’altra società.

Quella proposta arrivò prima al Comune capoluogo, poi venne presentata all’Oga, e oggi sembra costituire un ulteriore capitolo di interesse nell’inchiesta per corruzione che ha portato agli arresti l’imprenditore Luca Screti, ex amministratore unico della società Nubile, l’ex sindaco di Brindisi Mimmo Consales e il commercialista Massimo Vergara, l’unico ad essere stato rimesso in libertà, una volta accertato “l’atteggiamento collaborativo”.

Si tratta di un filone ritenuto meritevole di interesse dai magistrati inquirenti Savina Toscani e Giuseppe De Nozza, impegnati da mesi in un lavoro L'ingresso degli uffici Digos della questura di Brindisi-2certosino con l’obiettivo di completare il puzzle alquanto complesso della vicenda rifiuti che a Brindisi città, in modo particolare, raggiunse livelli di criticità in diverse occasioni, per poi avere ripercussioni negli altri Comuni aderenti all’Organo di governo d’ambito, Oga. Qui, in sede di assemblea a cui partecipavano i sindaci, su convocazione di Consales che ne era il presidente, venne presentata la proposta formulata dalla Nubile per lettera.

La missiva risale al 26 maggio 2015 ed è stata acquisita dagli agenti della Digos, assieme a tutti i verbali delle riunioni Oga: l’amministratore unico, Luca Screti, scriveva di essere nelle condizioni di realizzare un “nuovo impianto, in un altro sito” e il successivo 25 giugno il presidente Oga, di fronte alle preoccupazioni espresse dai sindaci di Fasano e di San Pancrazio, faceva presente che “il gestore ha delle alternative, essendo pronto a realizzare una propria discarica che risolverebbe i problemi di tutti i Comuni”. Sito, per il quale doveva chiedere le autorizzazioni, ma sul luogo esatto non c’erano state comunicazioni ufficiali. In altri termini, Nubile ossia Screti, non avrebbero specificato dove poteva essere realizzata la discarica privata.

Sugli aspetti legati a questa proposta, i pm hanno già ascoltato persone informate sui fatti, tra le quali figura l’ingegnere Gianluca Cuomo, il quale all’epoca si oppose sostenendo che bisognava avere maggiore informazioni prima di portare in discussione una proposta simile, non ritenendo sufficiente l’apertura dimostrata, a suo dire, da Consales e dall’ex assessore all’Ambiente Antonio Monetti che, val la pena di ricordare, non è indagato né tanto meno coinvolto nell’inchiesta.

Monetti, stando ai verbali dell’assemblea Oga, sostenne che dal punto di vista tecnico, il terreno argilloso come quello oggetto della proposta di Nubile, era la soluzione migliore perché l’argilla “costituisce una buona impermeabilizzazione dalla falsa sottostante”. In assemblea, l’ex titolare della delega, ricordò che ad Autigno, posta sotto sequestro il 5 maggio 2015, i terreni erano di tipo calcareo e che questa conformazione geologica potrebbe essere stata causa dell’inquinamento della falda, contestata dalla Procura, per via della frattura nei terreni.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlChi stava lavorando per la realizzazione della nuova discarica privata a cui faceva riferimento Nubile? L’ingegnere del Comune di Brindisi raccolse le “voci di alcuni consiglieri di opposizione, secondo i quali il sito si trovava  sulla strada per Mesagne”: “un sito dove veniva estratta argilla per le attività fatte in discarica”. Ovviamente dati certi, il funzionario dell’Amministrazione così come gli esponenti dei partiti e dei movimenti di minoranza, in opposizione a Consales, non potevano averne.

In quel periodo il nome arrivato agli agenti della Digos rimandava al gruppo Scapecchi, estraneo a qualsiasi contestazione mossa nel provvedimento di arresto a carico di Consales e Screti. La domanda è: dov’erano i terreni di cui Nubile sosteneva di avere la disponibilità? E ancora:  di chi erano?

Di una cava argillosa, è proprietaria la società brindisina Fimab srl, in località Albanesi, sulla strada per Mesagne, all’altezza dello svincolo per San Donaci. La Fimab, che è assolutamente estranea all’inchiesta, fa parte del gruppo Scapecchi come emerge dal sito internet, nel link dei contatti. E scrive al Comune di Brindisi il 9 giugno 2015, per “sottoporre a procedura di Valutazione di impatto ambientale e ampliamento una cava di argille e sabbie calcaree in località Albanesi”. L’istanza viene integrata il 3 settembre 2015, poi il successivo 16 novembre e infine il 14 gennaio 2016: tra gli allegati c’è la “relazione geologica, geomorfologica, geotecnica e idrologica a firma del tecnico geologo Giuseppe Masillo”.

Masillo era il direttore tecnico della discarica di Autigno e in concorso con Screti è accusato di aver violato una serie di prescrizioni contenute dell’Aia, autorizzazione integrata ambientale, per la gestione della discarica di proprietà del Comune di Brindisi. Accusa per la quale entrambi sono già imputati, per effetto della citazione diretta a giudizio del pm che ha separato le loro posizioni, da quelle di cinque dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni, tra Provincia, Arpa e Comune di Brindisi, per i quali resta pendente l’ipotesi di omissione d’atti d’ufficio perché, pur sapendo dei livelli di inquinamento della falda non avrebbero – secondo la Procura – adottato i provvedimenti di competenza dei propri uffici.

Tra gli indagati figura Fabio Lacinio, sino all’altro ieri dirigente del settore Ecologia e Ambiente, sostituito da Gaetano Padula, per volontà del commissario Cesare Castelli che proprio alla questione rifiuti, d’intesa con il sub Maria Antonietta Olivieri, ha prestato attenzione tenuto conto della portata dell’inchiesta della Procura.

Gaetano Padula-2Padula, a sua volta, nella giornata di ieri con determina a sua firma ha  convocato la “conferenza di servizi istruttoria per il 7 marzo prossimo, alle 10,30, presso l’ex sala della Giunta sita in piazza Matteotti”, allo scopo di “ottenere nell’ambito della procedura di Via, le autorizzazioni, i nulla osta e gli assenti richiesti dalla normativa vigente”. Dovranno esprimesi: la Provincia di Brindisi, l’Arpa, l’Asl, la Regione Puglia, l’Autorità di Bacino per la Puglia, la Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia di Taranto e quella di Lecce per i Beni ambientali, artistici e storici. La comunicazione a questi ultimi due Enti si è resa necessaria perché l’area della cava ricade in una zona sottoposta a vincoli essendo vicina a Masseria Masina.

Quanto alla società Fimab, il 12 ottobre 2012 subì il sequestro preventivo di beni aziendali del valore di un milione di euro, dopo essere rimasta  coinvolta nel 2008 nell’inchiesta chiamata “Cenerentola” sullo smaltimento di ceneri prodotte dalla centrale Enel di Cerano e materiale edile: secondo l’impostazione accusatoria, venivano interrati nelle cave di contrada Salinari e in località Incantalupo, tra Francavilla Fontana e Brindisi, stando a quanto emerse dalle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo ambientale della compagnia di Francavilla e supportate dalla relazione tecnica di Mauro Sanna. lo stesso che si occupò degli studi sull’inquinamento dell’Ilva di Taranto, nonché del funzionamento delle torce del Petrolchimico di Brindisi.

Il nodo da sciogliere è: di chi era il sito argilloso proposto da Nubile al Comune di Brindisi e all’Oga? Poteva essere quello della società Fimab o si trattava di un’altra zona?

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