Cronaca

La Cgil: “Comune di Mesagne, rischio di implosione degli uffici”

La Cgil sulla riorganizzazione della macchina amministrativa: "Poco trasparente e per niente snella, al segretario generale quattro aree di coordinamento: chiediamo il taglio del 20 per cento del fondo per le posizioni organizzative"

MESAGNE – “Gli uffici del Comune di Mesagne rischiano di implodere dopo la manovra di riorganizzazione: non è una rivoluzione, ma un passo indietro perché la macchina amministrativa non è né snella e neppure trasparente”.

Antonio MacchiaIl segretario generale della Cgil Antonio Macchia (nella foto accanto), “boccia” il nuovo assetto interno del Comune di Mesagne: “Dopo aver annunciato una gestione all’insegna della “rivoluzione” e dopo che è passato un anno, l’Amministrazione ha comunicato che la sua riorganizzazione consiste nel riproporre quello che già c’era: il cosiddetto organigramma a pettine, fatto fuori qualche funzionario dentro qualcun altro e avanti così”, si legge nella nota stampa.

“C’è stata addirittura con un’ulteriore suddivisione di alcuni settori, creando nuove potenziali posizioni organizzative, come ad esempio quella dei Servizi Sociali, dal quale fuoriesce il Piano di zona, giustificando la scelta come un diktat degli altri Comuni dell’Ambito”.

“La Cgil – si legge ancora – aveva proposto una macchina organizzativa semplice e snella, salvaguardando i diritti di tutte le professionalità presenti. Un organigramma basato sul Segretario Generale che sovraintende a quattro aree di coordinamento degli undici Ambiti Funzionali previsti (quelle anche dette sotto-aree), l’Area della Polizia Locale che per Legge dipende direttamente dal Sindaco, l’Ufficio Legale”.

“La Cgil ha avanzato la proposta di abbattimento generalizzato del fondo delle Posizioni Organizzative (Funzionari) del venti per cento annuo. Questa proposta di riorganizzazione snella, semplice, meno costosa e soprattutto non mortificante per i funzionari ed a cascata per gli altri dipendenti comunali rappresenta un avanzamento in direzione di una risposta positiva ai problemi di efficienza più volte posti dagli amministratori e dai cittadini”.

“L’Amministrazione Comunale, invece, ha generato una riorganizzazione che imploderà perché inefficiente e mortificante della maggior parte delle professionalità esistenti che ovviamente chiederanno giustizia, con sicuro aggravio di costi per l’Ente nella gestione dei rispettivi contenziosi”.

                                              

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