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“Comune di Brindisi e partecipate, controlli inadeguati”

La Corte dei Conti torna a sollevare dubbi sulle condizioni di salute economico-finanziarie dell’Ente: “Carenze metodologiche, nessun controllo neppure sui rifiuti”. La pronuncia risale ad aprile, 60 giorni per rispondere, ma ancora niente

BRINDISI – Continuano a scuotere la testa in segno di disapprovazione i magistrati contabili di fronte ai bilanci del Comune di Brindisi e delle società partecipate, Multiservizi in primis: hanno bocciato il sistema di controlli posto in essere dall’Amministrazione sotto cinque aspetti evidenziando i riflessi negativi sulle condizioni di salute economico-finanziarie dell’Ente.

angela carluccio 4-2La pronuncia della Corte dei Conti è del 14 aprile scorso e nonostante siano stati riconosciuti sessanta giorni di tempo, a far data dalla notifica, per l’adozione delle misure correttive, nessuna risposta è arrivata dal Comune. Non ancora. Non c’è stata neppure comunicazione di quella deliberazione da parte del commissario Cesare Castelli prima, poi della sindaca Angela Carluccio. Né tanto meno da parte del segretario generale e del collegio dei revisori dei conti. Almeno così sostengono alcuni dei consiglieri di opposizione.

Fatto sta che la pronuncia c’è e non è affatto tenera perché i magistrati della sezione regionale di controllo per la Puglia (presidente Agostino Chiappiniello) hanno evidenziato “carenze metodologiche” rispetto al sistema di controlli posti in essere dal Comune di Brindisi con riferimento all’esercizio 2014, partendo dal “referto” arrivato da Palazzo di città.

In primo luogo è stato valutato il “controllo di regolarità amministrativa e contabile” e la Corte ha rilevato che nonostante siano state chieste le “tecniche di campionamento usate per la selezione di atti e provvedimenti da sottoporre a verifica”, l’Ente “non ha prodotto il documento richiesto. Più esattamente “non risulta che il segretario comunale abbia redatto un atto organizzativo per lo svolgimento di tale forma di controllo, secondo quanto previsto dal regolamento interno”. L’Amministrazione si sarebbe limitata a scrivere di aver sottoposto a controllo gare, contributi e incentivi al personale attraverso una selezione casuale di determine” e che gli atti controllati sono stati 200 sul totale di 5051 prodotti, quindi pari al quattro per cento. Ma la “tecnica di campionamento deve essere motivata”, hanno scritto i magistrati.

Sul fronte del “controllo di gestione, la risposta del Comune non può ritenersi adeguata in quanto non può assimilarsi al sistema di valutazione della performance dei dirigenti”. Ci sarebbe stata un po’ di confusione e la Corte spiega le distinzioni: “Il controllo di gestione consente la misurazione, mediante appositi indicatori di risultato, degli scostamenti tra obiettivi programmati e risultati raggiunti anche al fine di attuare le opportune azioni correttive. La valutazione delle performance, invece, è finalizzata a verificare il raggiungimento da parte del personale dirigente degli obiettivi assegnati e può servirsi degli esiti e o sei referti del controllo di gestione per il processo di valutazione”.

Quanto, poi, al controllo strategico, “non è stato attivato nonostante risulti ampiamente disciplinato anche dal regolamento del Comune sui controlli interni”. I magistrati hanno ricordato come si tratti di una “forma di controllo strettamente legata all’attività di programmazione strategica e di indirizzo politico-amministrativo, di cui costituisce il presupposto fondamentale”. Perché questo tipo di attività è “finalizzata a verificare l’attuazione delle scelte effettuate nei documenti di programmazione degli organi di indirizzo”.

Non è stato neppure istituito il “controllo della qualità dei servizi erogati”, importante soprattutto con riferimento ai “servizi a domanda individuale e ai principali servizi indivisibili come la raccolta dei rifiuti”, settore che costituisce una spina nel fianco del Comune costretto a fare i conti con lamentele dei cittadini, ricorsi ai giudici amministrativi delle società e con un’inchiesta per corruzione chiusa.

Censure, infine, sul “controllo sugli organismi partecipati”, aspetto rispetto al quale la Corte sostiene che il Comune non ha relazionato sui punti richiesti, limitandosi a depositare le relazioni annuali degli amministratori. Per i magistrati, non è sufficiente “a scongiurare il verificarsi di fatti di gestione legati alle società partecipate che hanno determinato riflessi negativi anche sugli equilibri di bilancio dell’Ente”.

La sezione della Puglia aveva già sottolineato che il “Comune di  Brindisi negli anni 2013 e 2014 ha “proceduto sistematicamente alla copertura delle perdite di esercizio della Servizi Farmaceutici e della Multiservizi” e aveva anche osservato che la scelta di assumere o mantenere partecipazioni presuppone una prodromica valutazione di efficacia ed economicità, quali corollari del principio di buon andamento dell'azione amministrativa di cui all'articolo 97 della Costituzione, oggi rafforzato, nella prospettiva della sana gestione finanziaria, dall'introduzione dell'obbligo dell'equilibrio di bilancio per tutte le amministrazioni pubbliche”.

Corte dei ContiLo stesso comune ha fatto presente che “sussistono debiti non ancora esattamente quantificati nei confronti della Multiservizi per servizi resi” e il bilancio del 2014 non è ancora stato approvato. Risulta una perdita di un milione e 300mila euro. La “sussistenza di cospicui debiti/crediti con le società partecipate, soprattutto se vetusti, e la mancata adozione di provvedimenti idonei a riconciliare tali partite di bilancio nell'ambito della contabilità dell'ente e delle società partecipate, potrebbe rappresentare un serio rischio per gli equilibri di bilancio, oltre ad integrare la violazione dei principi contabili volti a garantire la sana gestione finanziaria”. La conclusione della Corte dei Conti: “Si deduce una carenza strutturale nei sistemi di controllo delle società che ha contribuito al consolidarsi, nel corso di più esercizi, di problematiche di gestione economico-finanziaria con Impatto negativo per i bilanci l'Ente”. Da qui la richiesta: “E', pertanto, necessario che il Comune proceda al rafforzamento dei controlli sulle società attraverso monitoraggi costanti degli andamenti economico-finanziari delle gestioni ed una chiara definizione dei contratti di servizi intercorrenti con le stesse”.

Per quale motivo il Comune non ha risposto? E se lo ha fatto, perché non ne ha dato comunicazione ai consiglieri? L’opposizione aspetta. 

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