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Gli imputati a conclusione dell'inchiesta The Beginners

Gli imputati a conclusione dell'inchiesta The Beginners

Scu, estorsioni e discoteche: chiesto il processo per 33 brindisini

Dopo il blitz The Beginners, udienza preliminare a gennaio: per la Dda “Luca Ciampi “affiliato a Vicientino, quale referente per Brindisi e Tobia Parisi a Mesagne per il tramite della moglie Veronica Girardo”. Imputate altre due donne. Pizzini tra le fonti di prova

BRINDISI – La Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce ha chiesto il processo per 33 brindisini confermando l’accusa mossa alla base del blitz The Beginners: sarebbero stati i nuovi volti della Sacra Corona Unita, dopo gli ultimi pentimenti, sotto la guida di Luca Ciampi, e Mesagne, con Tobia Parisi e la moglie Veronica Girardo. Tutti arrestati il 23 febbraio 2016 e ritenuti attivi nel settore della droga e delle estorsioni ai danni dei titolari di alcune discoteche del Brindisino per la gestione dei parcheggi.

La conferenza dell'operazione Beginners-2L’impostazione accusatoria è stata imbastita unendo i risultati delle attività di indagine delegate agli agenti della Mobile negli ultimi tre anni, sotto la direzione di Alberto Somma (ora passato a Lecce), tra sequestri, intercettazioni e ritrovamenti di pizzini in carcere e nelle abitazioni, in aggiunta ai verbali resi dai collaboratori, da Ercole Penna a Francesco Gravina alias il Gabibbo. Il teorema, rimasto sostanzialmente intatto dopo i ricorsi al Riesame, è alla base della richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale, su cui sarà chiamato a pronunciarsi il gup il prossimo mese di gennaio.

I magistrati della Dda hanno contestato l’associazione mafiosa a: Marco Antico, Luigi Campana, Fabrizio Campioto, Ivano Cannalire, Morris Cervellera (nel frattempo scarcerato), Luca Ciampi, Aldo Cigliola, Salvatore Antonio Del Monte, Davide Di Lena (scarcerato), Franco Dimastrodonato, Marcello Di Mola, Massimo Esperti, Francesco Franchin, Luigi Girardo, Veronica Girardo, Antonio Grassi, Monica Grassi, Alessandro Leto, Tamara Niccoli, Roberto Vito Orlando, Cosimo Papa, Alfonso Polito, Giuseppe Polito, Mario Polito,  Andrea Prutentino, Claudio Pupino, Andrea Reho, Renato Simonetti, Antonio Emanuele Tarantino, Francesco Trane (scarcerato), Vincenzo Trono, Giuseppe Vantaggiato e Giuseppe Vinci.

“Tutti – scrivono i pm- hanno fatto o continuato a fare parte (Aldo Cigliola e Luigi Girardo) dell’associazione di tipo mafioso, comunemente nota con la denominazione di Sacra Corona Unita e in particolare della frangia mesagnese facente capo ad Antonio Vitale, Massimo Pasimeni, Daniele Vicientino e (fino al 9 novembre 2010) Ercole Penna”. Il sodalizio, sempre secondo i pubblici ministeri, avrebbe commesso “una serie indeterminata di reati e in particolare traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, attentati a persone o cose, controllo delle attività criminali, avendo anche ampia disponibilità di armi”.

Al vertice dell’articolazione oggi ci sarebbe Tobia Parisi, “referente di Daniele Vicientino per il territorio di Mesagne”. Parisi avrebbe agito “in monopolio per il tramite della moglie Veronica Girardo nella gestione illecita dei parcheggi e della sicurezza di discoteche di Brindisi e provincia” e avrebbe legittimato Luca Ciampi “affiliato a Vicientino, quale referente per il territorio di Brindisi”.

Nell’inchiesta sono state ricostruite tre estorsioni di stampo mafioso nell’estate 2013 partendo dal contenuto dei colloqui in carcere tra Parisi, già accusato di associazione mafiosa in Calypso, indagine del 2010,  e la donna , per la prima coinvolta in un’inchiesta sulla Sacra Corona Unita. Gli episodi contestati dai pm sono quelli ai danni del titolare dell’Aranceto, l’altra estorsione aggravata dal metodo mafioso sarebbe stata rivolta al gestore del Mashad e un’altra ancora avrebbe riguardato il titolare del Poison.

Il gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare ha ritenuto mafiosa la condotta solo nei confronti di quest’ultimo, sostenendo che c’è stata “coartazione delle volontà”. Ha aderito in toto, invece, all’accusa mossa dai pm nei confronti della coppia che “in concorso costringevano con minacce implicite a consegnare loro la villa con terreno circostante ubicata a Torre Santa Susanna, in contrada Episcopana, procurandosi in tal modo un ingiusto profitto, con pari danno per la persona offesa”. Marito e moglie avrebbero fatto presente al proprietario di Parisi apparteneva alla Sacra Corona Unita, in tal modo secondo l’accusa, avrebbero “agevolato la frangia di appartenenza dell’associazione mafiosa che conseguiva il vantaggio di poter contare sulla disponibilità dell’immobile” poi destinato al nascondiglio di Daniele Vicentino, ritenuto al vertice dello stesso clan di Parisi, nel periodo della latitanza per sottrarsi all’arresto nell’inchiesta Calypso.

Quanto alle lettere ritrovate, chiamate anche “sfoglie”, per la Dda costituiscono prova che i volti nuovi della Sacra Corona Unita fossero spregiudicati nelle espressioni e nella violenza e al tempo stesso consapevoli della necessità di tenere sotto controllo il territorio di Brindisi, senza però scivolare nel sangue. Perché gli omicidi avrebbero sguinzagliato i nemici delle forze dell’ordine e allontanato la gente comune da cui si pretendeva rispetto attraverso il consenso sociale.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Giancarlo Camassa, Ladislao Massari, Laura Beltrami, Cinzia Cavallo, Giuseppe Guastella, Assuntina Caracciolo, Daniela D’Amuri, Gianvito Lillo, Albino Quarta.

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