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La sindaca di Brindisi: "Giunta azzerata, basta con le dispute"

Angela Carluccio non si dimette e revoca le deleghe a tutti gli assessori al termine di una mattinata infuocata e pensa a un nuovo esecutivo con le quote rosa. I Cor avevano chiesto la verifica politica, dopo l'aumento Tari e la fusione tra Multiservizi ed Energeko. "Tradito il programma elettorale". Muccio e Luperti contro l'assessore al Bilancio Del Grosso

BRINDISI – Fine anno pirotecnica a Palazzo di città, dopo la scoperta (?) di uno stato di salute economico-finanziario precario e l’annuncio urbi et orbi dell’aumento della Tari nel 2017: la sindaca, al termine di una mattinata infuocata, ha azzerato l'esecutivo recovando le nomine fatte in prima e in seconda battuta. Tutti a casa, gli assessori. Da oggi alle 14 ex a sei mesi dalle elezioni.

Lei ha deciso di restare al timone della nave il cui equipaggio era già salito a bordo litigando all'indomani della vittoria al ballottaggio, diventando bersaglio delle contestazioni delle opposizioni. Emblematico l'immediato gelo tra la sindaca e Impegno sociale di Cramelo Palazzo. Carluccio la sua decisione l'ha presa: "E’ in atto da troppi giorni una infruttuosa riflessione all’interno della maggioranza che rischia di rallentare il percorso amministrativo che avevamo programmato”, dichiara Carluccio tramite il portavoce".

"Per accelerare il processo di confronto, ho ritenuto opportuno azzerare la giunta comunale ringraziando gli assessori per l’impegno e l’abnegazione sin qui dimostrati. Le dispute politiche, se esasperate, rischiano di vanificare il nostro impegno e ritorcersi contro la città. Spero che la mia decisione contribuisca a rasserenare il dibattito e a favorire i chiarimenti tra le forze politiche, nel più breve tempo possibile, per il bene di Brindisi. Al termine di questo periodo di riflessione varerò una giunta in cui saranno pienamente rispettate le previste quote rosa".

In altre parole non finisce qui. Niente affatto. Col nuovo anno andrà in scena un altro atto. Sarà davvero la volta giusta? C'è più di qualche dubbio sulla tenuta di una coalizione frastagliata, viste le liti giornalierie diventate caos con il tutti contro tutti a meno di 24 ore dall'annuncio dell'aumento della Tari per il 2017 e della fusione tra Multiservizi ed Enegeko. I Cor questa mattina hanno ufficializzato la richiesta di verifica politica, lasciando intendere che i due assessori erano pronti a lasciare.

Ci sono state telefonate, poi incontri. C'è chi riferisce di una sorta di "conclave" nella stanza del segretario generale. Risultato: Brindisi non ha più una squadra di governo, come sostenevano i gufi che scommettevano sulla caduta dell'Amministrazione prima di Natale. La Giunta non c'è, si sente l'eco dello scontro poltico in atto. “Non ci sono più le condizioni per andare avanti”, avrebbe fatto sapere il segretario cittadino dei fittiani, Italo Guadalupi, nel corso di una telefonata arrivata subito dopo aver letto le previsioni per il nuovo anno, con i ritocchi all’insù della tassa sui rifiuti. Che a Brindisi – lo sa tutta Italia – è la più alta del Belpaese. Ma la qualità del servizio è tale da far perdere le staffe ai brindisini.

“Non c’è niente che sia stato fatto, nulla che corrisponda al programma elettorale. Quei punti sono stati disattesi”, avrebbe continuando anticipando che a stretto giro gli assessori espressione dei Cor, Raffaele De Maria alle Attività Produttive e Michele Di Donna alla Programmazione, restituiranno le deleghe alla sindaca Angela Carluccio, a sua volta ritenuta “succube” dei centristi. Non è mistero per nessuno che Guadalupi abbia avuto uno scontro con Marcello Rollo, ex presidente dell’Asi, presente a una delle ultime riunioni di maggioranza a assieme a Toni Muccio, coordinatore cittadino della lista Noi Centro.

Muccio prende solo ora le distanze dall’assessore al Bilancio, Salvatore Del Grosso, che gli stessi centristi hanno proposto. Succede anche questo al Comune di Brindisi. Accade anche che dai Coerenti di Pasquale Luperti arrivi analoga bocciatura. E che l’assessore, finito sul banco degli imputati, respinga al mittente le accuse. Non è neppure un segreto che gli assessori fittiani siano stati assenti dalla Giunta quando è stata portata in discussione la delibera sulla fusione tra Multiservizi ed Energeko: indiscrezioni riferivano di un altro scontro al vertice sulla scelta dello strumento di salvataggio della più grande partecipata del Comune.

Fermo restando la necessità di salvaguardare i posti di lavoro, non era alla fusione che pensano i Cor, convinti della necessità di rendere competitivi i diversi settori della Multiservizi. Avrebbero chiesto un approfondimento che non c’è stato. Quel che c’è è lo scontro. E la sindaca per ora ha detto basta. Lei resta, gli altri no. Chi ritornerà e chi invece mandato a casa?

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