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“Mi ha sparato un ragazzo con il passamontagna”

Interrogato dai carabinieri Davide Piliego, ferito ieri sera alla gamba sinistra da un proiettile calibro 22, in sia Seneca, dove risiede.Versione confermata davanti al gip. Il giovane è stato arrestato per detenzione di arma modificata: con la pistola giocattolo avrebbe risposto al fuoco. E' piantonato in ospedale. La madre denunciata per favoreggiamento. Caccia all'altro

BRINDISI – “No so chi mi abbia sparato, non l’ho riconosciuto perché aveva un passamontagna: mi hanno citofonato a casa, sono sceso, me lo sono trovato davanti. Era buio, ho visto che aveva la pistola e ha esploso un colpo, poi è fuggito”.

Davide PiliegoSono le prime dichiarazioni rese ai carabinieri da Davide Piliego (nella foto), 24 anni, brindisino, ferito alla gamba sinistra da un colpo calibro 22, nella tarda serata di ieri (lunedì 4 aprile) davanti all’ingresso del condominio di via Seneca, in cui vive con la famiglia e dove era ristretto ai domiciliari. La stessa versione è stata fornita al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Maurizio Saso, in sede di interrogatorio, nel primo pomeriggio di oggi, alla presenza dell'avvocato Daniela D'Amuri.

Il racconto dei fatti reso dal ragazzo sembra confermare la ricostruzione dei militari della compagnia di Brindisi guidati dal capitano Luca Morrone (i rilievi del caso sono stati effettuati in particolare dagli uomini del Norm al comando del tenente Luca Colombari),  fatta nell’immediatezza dell’episodio.

Il giovane è stato arrestato con l’accusa di detenzione di arma modificata usata per rispondere al fuoco. Si tratta di un revolver giocattolo in grado di esplodere colpi calibro 38, trovato sul balcone dell’abitazione di Piliego, avvolto in uno strofinaccio, con tracce di sangue.

Sparatoria via Seneca, ferimento Davide Piliego-2La madre  di Piliego, C.G. di 43 anni, è stata deferita per favoreggiamento personale in relazione all’occultamento dell’arma. Le posizioni di entrambi sono al vaglio del pubblico ministero Giuseppe De Nozza, mentre proseguono le ricerche dei carabinieri con l’obiettivo di arrivare a identificare l’altro ragazzo, quello che secondo Piliego si sarebbe presentato chiedendo di scendere sotto al portone, e di definire il movente alla base del confronto sfociato nella sparatoria (nella foto l'ingresso del condominio in via Seneca).

Non sembrano esserci dubbi sul fatto che i due si conoscessero e che tra loro ci fosse una questione rimasta in sospeso che doveva essere affrontata e risolta una volta per tutte: nel ventaglio delle ipotesi investigative rientrano tanto il movente di natura privato, quanto motivazioni legate a possibili attività che avrebbero portato avanti i due ragazzi.

Piliego era ristretto ai domiciliari da tempo, anche per scontare una condanna per la rapina nella gioielleria Arte Orafa di Nardò, in FOTO ARMA PILIEGO (1)-3provincia di Lecce, alla pena di quattro anni e due mesi di reclusione. Il colpo fruttò un bottino del valore di almeno 200mila euro. La sentenza è arrivata al termine del processo con rito abbreviato, chiesto dal difensore del giovane, Daniela D’Amuri, davanti al gup Antonio Martalò del Tribunale di Lecce. Il giudice lo ha condannato anche per furto, per aver rubato una vecchia Fiat Panda a una donna che l’aveva parcheggiata per andare in chiesa. L’utilitaria venne usata per raggiungere la gioielleria.

La rapina fu messa a segno il 4 novembre 2011, Piliego venne  arrestato dagli agenti della Mobile di Brindisi, venti giorni dopo quando era già in carcere per una tentata rapina in una gioielleria del centro di Ostuni (blitz Anywhere). A impugnare l’arma, sarebbe stato Piliego, tradito oltre che dal riconoscimento fotografico, da un tatuaggio sulla mano e più esattamente tra l’indice e il pollice. In quella occasione agì a volto scoperto, fingendosi un cliente interessato ad un acquisto per fare un regalo.

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