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Invalido sulla sedie a rotelle: sfrattato e senza lavoro

L’appello di Cosimo, 57 anni: “Sono venuto al Comune, ma non mi riceve nessuno. Cosa devo fare? Sono pronto a incatenarmi per protesta”. Il brindisino, sposato e padre di un ragazzo di 16 anni, a maggio resterà senza una casa

BRINDISI – “Sono pronto a incatenarmi davanti al Comune, qui a Palazzo Nervegna, per protestare: purtroppo sono invalido, costretto su una sedia a rotelle da quando ho avuto un aneurisma, non lavoro e a fine maggio io, mia moglie e mio figlio dobbiamo lasciare la casa di una famiglia che ci ha gentilmente ospitato dopo essere stati sfrattati”.

L'arrivo di Cesare Castelli a Palazzo Nervegna-2Cosimo, brindisino, 57 anni, questa mattina è arrivato davanti al Palazzo che ospita gli uffici di rappresentanza dell’Amministrazione comunale, per parlare con qualcuno. Magari con il commissario Cesare Castelli (nella foto), con un suo vice oppure con un dirigente. Ma niente. Non è stato possibile, è stato invitato a restare lì all’ingresso e a questo punto, di fronte all’ennesimo silenzio, si dice pronto a protestare.

“Fino ad ora mi pare che io sia stato l’unico, o comunque uno dei pochi, a rispettare la legge, non possono dire che altri abbiano fatto lo stesso”, sostiene. “E’ successo che anni fa sono stato  colpito da un aneurisma e da allora sono costretto qui, sulla sedia a rotelle, che è diventata la mia compagna di vita”, racconta.

“Un giorno mentre ero a casa con mia moglie che mi assiste e mio figlio di 16 anni, è crollato il solaio dell’abitazione in cui vivevo, di conseguenza c’è stato lo sfratto che è diventato esecutivo”, va avanti. “Siamo stati costretti a lasciare quell’appartamento e abbiamo provato a fare domanda al Comune per rientrare nel bando dell’emergenza abitativa, ma a quanto pare non c’erano immobili disponibili. Risultato: abbiamo iniziato a girare, sino a quando non abbiamo trovato un piccolo appartamento che ci ha affittato un privato e abbiamo fatto domanda per gli aiuti sugli affitti”.

“L’Amministrazione ha inserito la mia famiglia nell’elenco per i contributi sul canone di locazione e gli aiuti economici ci sono stati riconosciuti per tre anni ma, sulla base del nuovo regolamento, non siamo più nelle condizioni di presentare domanda per un ulteriore sostegno, per cui siamo stati costretti a lasciare quella casa”, prosegue Cosimo.

“A un certo punto, si è fatta viva una famiglia di persone che mi conoscevano e mi hanno ospitato assieme a mia moglie e a mio figlio, ma adesso anche per questa abitazione è arrivato lo sfratto: dobbiamo andarcene a fine maggio. Dove andiamo? Nessuno mi risponde. Possibile che al Comune di Brindisi non ci sia nessuno?”.

Cosimo una risposta la vuole. E ne ha diritto.

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