Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

“Veniva al bar e giocava: ha perso 5mila euro in un paio d’ore”

La testimonianza nel processo a carico di Angelo Balestra, accusato di tentata usura ai danni di Aldino Alfarano che lo denunciò dopo aver ottenuto un prestito. Oggi ascoltato il giovane che lavora nel locale dell'imputato, in via Materdomini: "Quel giorno si disperò dicendo che i soldi servivano per la figlia malata"

BRINDISI – “Quel  signore lo conosco perché veniva ogni mattina nel bar in cui io lavoro: faceva colazione e poi si metteva a giocare, tra Gratta e Vinci e slot machine e mi ricordo che un giorno andò alle macchinette e nel giro di un paio d’ore perse cinquemila euro. Si arrabbiò moltissimo, si disperò e si mise a piangere dicendo che quei soldi servivano per la figlia che era malata”. La testimonianza è stata resa oggi in Tribunale da un giovane di Brindisi che ha lavorato nel bar di Angelo Balestra, finito sotto processo con l’accusa di tentata usura ai danni di Aldino Alfarano, dopo la denuncia di quest’ultimo, nel frattempo ai domiciliari per un cumulo di pene diventate definitive.

L’imputato, titolare del locale in via Materdomini, ha sempre respinto l’addebito, affidando la sua difesa all’avvocato Daniela D’Amuri. Il denunciante non si è costituito parte civile e figura come teste nella lista depositata dal pubblico ministero, ma sino ad ora non è stato ascoltato sebbene sia stato citato, perché ha presentato giustifica per motivi di salute. Secondo l’accusa, oggi sostenuta in udienza, dal pm Milto Stefano De Nozza, Balestra avrebbe prestato del denaro ad Alfarano per permettergli di estinguere un debito, ma avrebbe pretesto tassi usurai: a fronte di due-tremila euro, ne avrebbe chiesti in pagamento il doppio.

I fatti contestati si riferiscono al 2012, anno a cui risale la denuncia firmata da Alfarano e consegnata ai militari della Guardia di Finanza: in quella occasione riferì di essere andato alla Posta a chiedere un prestito avendo bisogno di denaro contante per motivi di famiglia e, una volta uscito, di aver incontrato un uomo che avendolo sentito in difficoltà gli avrebbe offerto la somma. Alfarano ha anche aggiunto di non conoscere personalmente quell’uomo e di aver saputo che si trattava di Angelo Balestra da un suo conoscente, il quale lo avvisò di non prestare attenzione all’offerta poiché quell’uomo aveva problemi con la giustizia essendo stato accusato di truffa ai danni delle assicurazioni. Accusa per quale pende il processo, in cui Balestra è imputato.

Da quella notizia di reato, i finanzieri hanno iniziato a lavorare trasmettendo gli atti in Procura: al termine delle indagini, Balestra è stato rinviato al giudizio del Tribunale di Brindisi in composizione collegiale (presidente Cucchiara). E in aula intende difendersi, pronto a sostenere l’esame dell’esame. Il suo difensore, intanto, ha chiesto l’ascolto della moglie di Alfarano in qualità di teste di riferimento. 

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