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Biblioteca Provinciale: Left accusa governo, Provincia e Comune

Che fine hanno fatto i 300mila euro assegnati all’amministrazione provinciale di Brindisi con delibera della giunta regionale, da destinare al settore cultura? Perché questi prolungati silenzi sia da parte della stessa Provincia che del Comune?

BRINDISI – Che fine hanno fatto i 300mila euro assegnati all’amministrazione provinciale di Brindisi con delibera della giunta regionale, da destinare al settore cultura? Perché questi prolungati silenzi sia da parte della stessa Provincia che del Comune di Brindisi sulla situazione della Biblioteca Provinciale, chiusa da mesi dopo un corto circuito in uno dei locali? Quale sarà il destino della stessa biblioteca e del Museo Archeologico Ribezzo, domanda cui dovrebbe rispondere intanto la Regione Puglia, che ha già assorbito il personale dell’amministrazione provinciale brindisina assegnato alle due strutture?

Lo chiede Left Brindisi, sottolineando in un documento che non vi è dubbio che ci sia una causa di fondo legata all’arrancare della cosiddetta riforma Delrio di abolizione degli Enti Provincia, finita sulle secche senza concludere il percorso e con il solo risultato di interrompere servizi, purtroppo considerati non essenziali, come quello per la cultura. Ma a ciò si accompagna, nel caso di Brindisi, un palese disinteresse verso la sorte delle strutture che garantivano supporti importanti alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico, come la Biblioteca Provinciale e il Museo archeologico provinciale.

Per oggi pomeriggio alle 16 l’Unione degli Studenti, che si batte da mesi per la riapertura della Biblioteca Provinciale, ha organizzato una iniziativa di protesta davanti alla sede della stessa, che si trova tra via Dalmazia, viale Commenda e via Torpisana. Hanno aderito alcuni movimenti e associazioni, disinteresse palese da parte delle amministrazioni interessate. E Left Brindisi, una associazione nata da qualche anno ma già promotrice di numerosi eventi che vanno dalla storia, all’economia, alla politica, attacca questo immobilismo.

“La triste vicenda della Biblioteca ex Provinciale sta diventando sempre più triste. Per un centro bibliotecario che da anni soffre di mancanza di investimenti, l’entrata in vigore della legge Delrio (che ha tolto la cultura dalle pertinenze della Provincia) ha complicato ulteriormente le cose... O forse le ha semplificate, per chi crede che la cultura sia solo un peso da abbandonare”, dice Left Brindisi nel suo documento.

“Con la legge regionale applicativa della Delrio, tutto il personale della Biblioteca e del Museo Ribezzo  è entrato nel ruolo regionale, mentre per gli edifici e per la gestione non si è tuttora presa una decisione chiara. Attorno al destino dei luoghi della cultura di Brindisi, messi in discussione dalle sciagurate conseguenze della riforma Delrio, è necessario oggi usare parole di verità proprio nel mentre  resta assolutamente inspiegabile – accusa Left - il motivo per cui a distanza di quasi sette mesi nulla si sia fatto per l'effettiva gestione delle strutture e della funzione”.

“A fare emergere in tutta la sua drammaticità la situazione è stato un corto circuito verificatosi in Biblioteca nel mese di novembre (il 24 per l’esattezza, ndr) e che ha determinato la chiusura al pubblico della struttura. Non si è trattato, quindi, di un ennesimo complotto contro Brindisi. Da quel giorno sulla biblioteca  incombe un silenzio assordante e non soltanto perché le sale non rimbombano del brusio dei nostri giovani che giornalmente la frequentavano e che hanno cercato in più riprese l'interlocuzione con le Istituzioni; il silenzio  vero – accusa ancora l’associazione - è quello delle Istituzioni, prima fra tutte la Provincia che, a norma di legge, è ancora titolare della gestione fino al completamento del riordino”.

Nessuno, secondo Left Brindisi, “è stato in grado di spiegare davvero perché non si dia corso ai lavori di ripristino né tutto può essere imputabile alle ristrettezze finanziarie. Certamente questi sono i frutti avvelenati della riforma Delrio che è nata male ed è proseguita peggio; un provvedimento  costruito sulla riforma costituzionale sonoramente bocciata dal popolo sovrano, infarcito di antipolitica, lacunoso e sbagliato nelle finalità”.

Quindi, come già detto, per Left Brindisi tutto ha origine dal fallimento di quella riforma. “Se oggi paghiamo un così caro prezzo la responsabilità politica è sicuramente del governo nazionale che facendosi interprete della peggiore demagogia ha reso complicata e difficile, in alcuni casi quasi   impossibile, sia l'attività di chi amministra i territori sia di chi quotidianamente deve erogare servizi ai cittadini. Ma tutto ciò non ci esime da una valutazione dell'operato dei due enti che sono chiamati a dar risposte: la Provincia e la Regione”.

Left quindi spiega cosa è accaduto nei mesi passati dal punto di vista amministrativo: “La Regione ha posto a base della scelta unanime della giunta di prendere in carico la funzione culturale  motivazioni dettate dalla necessità di salvaguardare i presidi culturali del territorio, quali opportunità di formazione, di socializzazione e di educazione alla legalità ed è perciò inspiegabile che non sia dia ancora corso realmente a tali affermazioni lasciando che il tempo scorra senza arrivare a definire i compiti che le spettano”.

“La Provincia, dal canto suo, non ha certo dimostrato particolare sensibilità verso le esigenze degli utenti della Biblioteca – aggiunge però Left, puntando l’indice sull’amministrazione provinciale, inclusa l’ultima appena insediatasi -, sono infatti anni, ben prima della legge Delrio, che si operano tagli continui sugli acquisti di giornali e libri e che non si investe in manutenzione. Potrebbe essere questa una causa del corto circuito?”.

“Perché non dar corso ai lavori di ripristino anche in attesa della definizione degli assetti proprietari visto che risultano liquidati alla Provincia di Brindisi, in esecuzione della delibera di giunta regionale n. 2192 del 28 dicembre 2016, circa 300.000 euro quale contributo per la gestione dei luoghi della cultura e delle funzioni culturali?”, chiede Left Brindisi. Dove sono finiti quegli stanziamenti?

Ma c’è anche un altro responsabile, che non può sottrarsi dalle colpe che hanno condotto alla situazione attuale: “Il Comune, se pur non direttamente interessato dalla vicenda specifica, non può e non deve essere cieco davanti a tale situazione – dice Left - anche perché è assolutamente innegabile che il servizio che la Biblioteca offriva era soprattutto per i cittadini di Brindisi”.

“Il sindaco, i suoi consulenti e il consiglio comunale battano un colpo e per una volta portino il loro sguardo su tutta la  città e i suoi beni pubblici, e difendano un bene prezioso per la cultura brindisina e per il suo accesso popolare. Le associazioni culturali e civiche cittadine si coordinino e decidano iniziative comuni per ridare a Brindisi la sua Biblioteca Provinciale. Leftbrindisi è pronta a dare il suo contributo”, è l’appello finale.

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