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Ville abusive: “Progettisti e tecnici comunali, associazione per delinquere"

Il pm chiude le indagini: 103 indagati per la "trasformazione urbanistica delle contrade Bufalaria, Serri e Aspri di Carovigno". Depositi agricoli diventati case con piscine, rischiano il processo anche costruttori e proprietari. E spuntano le intercettazioni

BRINDISI – Lottizzazione abusiva in agro di Carovigno con una valanga di indagati che rischiano il processo: in 103, fra dirigenti del Comune, progettisti, costruttori e proprietari, sono finiti sotto la lente della Procura che ha chiuso l’inchiesta sulla trasformazione urbanistica delle contrade a vocazione agricola in residenziali, arrivando a contestare anche l’associazione per delinquere nei confronti di due funzionari dell’Ufficio tecnico e due progettisti.

Contrada BufalariaIl sodalizio descritto dal sostituto procuratore Manuela Pellerino sarebbe stato attivo sino al “2 agosto 2013”, stando a quanto è stato contestato negli avvisi di conclusione notificati nelle ultime settimane dopo aver accertato che le “richieste di permessi a costruire per depositi agricoli” nei fatti portavano a realizzare “ville con piscine”. Anche sulla base di alcune intercettazioni, per lo più telefoniche, autorizzate in fase di indagini e diventate "fonti di prova".

Lo stravolgimento con aggravio del carico urbanistico riguarda le località Bufalaria (nella foto accanto), Serri e Aspri, in “violazione delle prescrizioni del Programma di fabbricazione di Carovigno, dei limiti di densità edilizia, nonché della Legge regionale che disciplina la tutela e l’uso del territorio” con l’individuazione di standard urbanistici. Nell’impostazione del sostituto procuratore ci sarebbe stata “una illecita prassi amministrativa ed edificatoria costituita da fraudolente concertazioni tra i committenti che intendevano realizzare case estive e i progettisti che fornivano lo strumento tecnico nella consapevolezza che nessuna attività agricola e di coltivazione era praticata in quei fondi”, si legge negli avvisi di conclusione.

In questa rete sarebbero stati coinvolti anche “gli amministratori che pur in assenza dei requisiti di legge garantivano il conseguimento di permessi a costruire e autorizzazioni paesaggistiche sulla base di procedimenti amministrativi carenti nelle istruttorie e tutti uguali nei contenuti”. I pubblici ufficiali, inoltre, “omettevano di vigilare su un fenomeno che per vastità, numero di pratiche edilizie e interventi, non poteva che essere constatato e interrotto”.

Ma a Carovigno, secondo il magistrato titolare del fascicolo, le cose sarebbero andate diversamente tanto da rendere necessario il sequestro eseguito il 17 marzo scorso. Contestati anche la falsità materiale, l’abuso d’ufficio nei confronti dei pubblici ufficiali che secondo il pm “nello svolgimento delle proprie funzioni, intenzionalmente procuravano a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale con conseguente danno per il Comune di Carovigno.

Fonti di prova sono le informative di reato trasmesse dal Corpo Forestale dello Stato-stazione di Ostuni e dai carabinieri di Brindisi, a cui si aggiungono i documenti acquisiti presso la Regione Puglia negli uffici sede dell’assessorato all’Urbanistica e le consulenze tecniche svolte da Tiziano Franco e Michele Stella.

Nel collegio difensivo, gli avvocati: Roberto Cavalera, Gianvito Lillo, Fabio Di Bello, Vincenzo Farina, Karin Pantaleo, Mario Laveneziana, Vinicio Nardo, Vincenzo Saponaro, Vincenzo Radisi, Pasquale Saponaro, Paolantonio D’Amico, Cristian Colella, Guido Sartorato, Benedetta Bellin, Concetta Valente, Oreste Nastari, Corrado Brilli, Francesco Sozzi, Vincenzo Radisi, Giuseppina Locorotondo, Gabriella De Giorgi, Carlo Panzuti, Giovanni Francioso, Gaetano Carriero, Nicola Massari, Roberto Bruzzi, Luigi Stortoni, Alberto Grimaldi, Francesco Lezzi, Domenico Tanzarella, Valerio Guazzarini, Marcello Apollonio, Francesco Borasi, Augisto Conte, Francesco Romita e Cosimo Silibello.

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