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“Maltrattamenti ai bimbi ripresi dalle telecamere”: maestra in silenzio dal gip

L’indagata, ai domiciliari da ieri, sceglie al momento la facoltà di non rispondere: l’indagine partita dalle segnalazioni di alcune tirocinanti. L’asilo resta aperto

BRINDISI – Per ora ha scelto il silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, la titolare di una scuola d’infanzia, da ieri agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti sui bimbi che frequentavano l’istituto. L’indagata, 67 anni, responsabile del plesso che si trova nel rione Cappuccini, questa mattina si è presentata davanti al gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pubblico ministero Luca Miceli e ha consegnato la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere.

La scelta, concordata con i difensori Andrea Casamassima e Massimo Di Summa, è legata alla necessità di raccogliere e leggere tutta la documentazione confluita nel fascicolo aperto dal pm all’indomani della segnalazione giunta ai poliziotti della Squadra Mobile, diretti dal vice questore aggiunto Antonio Sfameni. In meno di 24 ore dall’esecuzione del provvedimento di arresto, avvenuto ieri, i penalisti non hanno avuto il tempo di prendere contezza delle accuse mosse. C’è comunque la volontà dell’indagata di chiarire la propria posizione.

Le indagini, stando a quanto si apprende dall’ordinanza, sono partite dopo la denuncia sporta dal referente didattico di un istituto superiore di Brindisi, convenzionato con la scuola d’infanzia per lo svolgimento di tirocini formativi. A notare condotte ritenute dubbie da parte dell’educatrice che formalmente non svolge funzioni didattiche, sarebbero state alcune studentesse. Una volta tornate in classe ne hanno parlato con il responsabile del progetto il quale, a sua volta, si è rivolto ai poliziotti.

Per verificare cosa effettivamente accadeva nelle aule della scuola d’infanzia, gli agenti della Mobile – previa autorizzazione – hanno nascosto alcune telecamere di piccole dimensioni: le immagini registrate nei primi sei mesi dell’anno scolastico, sono state qualificate dal gip come “gravi indizi di colpevolezza” per contestare l’accusa di maltrattamenti, fisici e psicologici, ai danni dei piccoli alunni, tutti bambini di età compresa fra tre e cinque anni.

Gli episodi, così come riportati, riferiscono di schiaffi e strattonamenti, minacce e insulti rivolti nei confronti dei bimbi. Per impedire la reiterazione del reato, anche in considerazione della ripresa dell’attività, il gip ha accolto la richiesta di arresto ai domiciliari.

La scuola d’infanzia, intanto, proprio oggi ha riaperto: la notizia delle indagini sulla responsabile con conseguente arresto della donna ha diviso i genitori. Non è escluso che, nei prossimi giorni, i difensori dell’indagato chiedano un interrogatorio al pubblico ministero.

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