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Molestie sessuali su minore, brindisino condannato

Processo con rito abbreviato: due anni e quattro mesi per l'imputato, 62 anni, residente nel capoluogo. Il gup riconosce una provvisionale in favore dei genitori della ragazzina, parti civili. La difesa intende ricorrere in Appello

BRINDISI – Condannato con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una minorenne: il Tribunale di Brindisi ha inflitto due anni e quattro mesi all’unico imputato, un uomo di 62 anni, residente in città, finito sotto processo a conclusione delle indagini scaturite dalla denuncia sporta dai genitori della ragazzina che si sono costituti parte civile.

Il sostituto procuratore Luca Miceli aveva chiesto la condanna a sei anni di reclusione. La sentenza è stata pronunciata nella mattinata di oggi, 15 giugno 2017, dal gup Paola Liaci di fronte alla quale è stato incardinato il giudizio con rito abbreviato, chiesto dal difensore dell’uomo, l’avvocato Daniela d’Amuri. Il giudice, inoltre, ha riconosciuto una provvisionale pari a novemila euro in favore dei genitori, accogliendo la richiesta di risarcimento danni avanzata dal legale Gianvito Lillo. Disposta, infine, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Novanta giorni per il deposito delle motivazioni che costituiscono il fondamento della sentenza. La penalista che difende l’imputato ha già anticipato che intende ricorrere in Appello: in sede di discussione aveva chiesto l’assoluzione con formula di giustizia. Il brindisino in sede di udienza preliminare respinse l’accusa. In quella occasione ci fu un diverbio sfociato poi in aggressione tra i parenti dell’imputato e quelli della ragazzina, motivo per il quale intervennero i carabinieri e i vigilantes presenti in Tribunale.

Nel pomeriggio di quello stesso giorno, il figlio dell’imputato, venne ferito alle gambe da colpi di pistola mentre stava percorrendo via Carducci, quartiere Paradiso di Brindisi. Secondo gli investigatori quella sparatoria era ed è da collegare a quanto avvenne la mattina in udienza.

Per i colpi di pistola che per la Procura sono da qualificare come tentato omicidio, furono arrestati due uomini, padre e figlio, parenti della ragazzina indicata come parte lesa delle molestie sessuali. Per entrambi, scarcerati dal Riesame, è arrivata la richiesta di processo.

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