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“Per le casette Confesercenti chiede 900 euro ai negozianti”

Monta la rabbia dei commercianti del mercatino di Natale dopo aver appreso che il Comune riconosce un contributo all'associazione di categoria pari a 48.700: "Se paghiamo noi e anche l'Ente, qual è il vero incasso e quali sono i costi reali?"

BRINDISI – “Noi commercianti paghiamo 900 euro alla Confesercenti per avere la disponibilità di una delle casette del mercatino di Natale: la somma ci è stata chiesta lo scorso anno a titolo di affitto e sarà lo stesso ora, per cui la domanda è quanto incassa davvero l’associazione e quali sono i costi reali delle iniziative visto che ci sono anche i contributi del Comune di Brindisi?”.

Polemica a tutto campo alla vigilia dell’approvazione della delibera sulle iniziative dell’Amministrazione cittadina per il periodo delle feste di Natale, ora che da Palazzo di città arrivano indiscrezioni sui contributi per 48.700 euro, somma che dovrebbe essere riconosciuta all’associazione di categoria Confersercenti, presieduta da Antonio D’Amore. Perché in aggiunta all’importo impegnato nel bilancio del Comune, ci sarebbero anche quest’anno contributi chiesti ai singoli commercianti, a quanti intendono prendere in prestito una delle casette in legno che rimandano ai mercatini di Natale imbiancati delle regioni del Nord e dei Paesi freddi. Dovrebbero esserci 25 casette se non 30.

A Brindisi la temperatura è quanto mai incandescente nelle ultime ore, tenuto conto delle polemiche: “Se Confesercenti ottiene già un contributo pubblico, per quale motivo pretende la somma per l’affitto e la chiede in pagamento prima di entrare a ogni negoziante?”, chiede uno dei commercianti considerato una presenza fissa nelle casette di legno.

“Nel 2015 io ho versato 900 euro, come si legge nella ricevuta, l’anno prima mille e cento euro, sia nel primo che nel secondo caso ho preso la casetta dal 2 dicembre al 6 gennaio. Altri l’hanno chiesta in fitto per una settimana e, per quanto ne so, hanno pagato 300 euro”, continua. “Come se non bastasse, in un’occasione siamo stati costretti a pagare noi la luce e la vigilanza, con 70 euro a testa, per il periodo compreso tra il 28 dicembre e il 6 gennaio”, aggiunge un altro commerciante. “E’ successo due anni fa, ma forse è arrivato il momento di dirle queste cose perché all’epoca Confersercenti fece un passo indietro mettendoci in difficoltà e nonostante questo il Comune intende firmare un accordo con la stessa associazione. Se è così mi vergogno di essere brindisino e poi non chiedetemi per quale motivo partecipo a fiere e mercatini in giro per la Puglia. Qui non c'è speranza”.

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