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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

“Multiservizi, nel 2012 assunzioni mai autorizzate”

Il caso evidenziato nella relazione spedita alla Corte dei Conti: “Costo del personale pari a cinque milioni di euro l’anno, nel 2015 e 206 altre perdite per due milioni, parcheggi forse da esternalizzare”. In caso di bocciatura del piano, fusione con Energeko

BRINDISI – “Nel corso del 2012 si registrano assunzioni a tempo determinato per le quali non vi erano autorizzazioni, in deroga al blocco assunzionale stabilito nell’indirizzo del Comune di Brindisi, socio unico”. Il caso degli innesti per i quali l’Amministrazione non avrebbe mai dato il via libera, all’interno della partecipata che ancora naviga in acque agitate, è venuto a galla nella relazione che la struttura commissariale ha trasmesso alla Corte dei Conti.

Il Cobas proclama lo stato d'agitazione

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Da Palazzo di città non si aggiunge altro su questo aspetto che resta un giallo. Un mistero sul quale è in corso un’inchiesta della Procura: le assunzioni alla Multiservizi, infatti, costituiscono uno dei capitoli del fascicolo aperto un anno fa, con acquisizioni di documenti nella sede della società e negli uffici del Comune. L’Amministrazione ha anticipato, da un lato il mancato rinnovo di 18 contratti a tempo determinato, in scadenza l’11 novembre prossimo, e dall’altro sono stati previsti tagli ai costi e servizi da aggiungere alla lista degli affidamenti. Con un punto interrogativo sulla continuità nella gestione dei parcheggi vista la scarsa remuneratività.

Il futuro immediato della Multiservizi è descritto nel piano di “razionalizzazione”, partorito dal nuovo amministratore di nomina commissariale, Giovanni Palasciano, per escludere la liquidazione della srl. “L’Ente locale si troverebbe nella complessa situazione di dover garantire un efficace ristoro ai fornitori e agli altri creditori della società, nonché eventuali ulteriori debiti tributari che, se in ottica privatistica, rappresentano la fisiologia, per le caratteristiche di Ente locale del Socio unico, devono essere opportunamente valutate anche nell’ottica del perseguimento dell’interesse pubblico e della salvaguardia degli interessi pubblici statuali”, si legge nella relazione.

Il logo di Energeko

Qualora la Corte dei Conti dovesse bocciare il salvataggio per questa via, il Comune ha pensato a una piano “B”, una sorta di scialuppa da usare in extremis: la fusione per incorporazione alla Energeko, l’altra partecipata. Ipotesi sulla quale hanno lavorato le ultime Amministrazioni, senza mai arrivare a una soluzione definitiva. “La fusione tra le due società appare plausibile per attinenza di attività svolta e caratteristiche Tecniche”, è scritto. “In particolare, si tratta di due società di piccola entità che dalla fusione potrebbero realizzare diverse economie di scala e sinergie di tipo operativo in grado di condurre ad una più  efficiente gestione delle risorse”.

In attesa della pronuncia dell’organo di controllo, il Comune intende procedere subito con una sforbiciata per ridurre il costo del personale, “voce che nel corso degli anni è rimasta praticamente immutata”: nel 2011 era pari a 5.399.337, nel 2015 è salito a 5.735.397 euro”, mentre il costo per l’acquisto delle materie prime se nel 2011 era pari  1.491.013 nel 2015 c’è stato un meno 756.437”.

L’emorragia, da intendere come risultato d’esercizio con segno negativo, non si è fermata, tanto è vero che le perdite sono state: nel 2011di 517.288 euro, nel 2012 di tre milioni e 165.575, nel 2013 di un milione e 153.552, nel 2014 di un milione e 333.219, nel 2015 di 976.580 e, infine, nel 2016 di 804.485 euro. Gli ultimi due bilanci sono stati approvati lo scorso 28 settembre.

corteo multiservizi-2

Di fronte a questo stato di salute, il Comune intende cancellare “sprechi e diseconomie”, secondo il seguente calendario: “entro il 31 ottobre individuazione da parte della società dell’organico standard in base ai servizi svolti, verifica delle inidoneità del personale, valutazione di ricollocazione e dichiarazione di eccedenza; entro la stessa data piano di prepensionamento e fuoriuscita di 18 unità a tempo determinato”. Ancora, sempre da fine mese: “disdetta del contratto aziendale di secondo livello e di individuali che prevedano compensi aggiuntivi; azzeramento dei premi di produttività mensili; diminuzione del ricorso allo straordinario (misura già in fase di attuazione) e riduzione del numero dei responsabili di settore”. Con effetto immediato: “blocco di nuove assunzioni a qualsiasi titolo e delle prestazioni professionali esterne”. L’obiettivo finanziario “è ottenere un risparmio sul costo del personale di 800mila euro, a fine 2018”.

Alla scadenza del Collegio sindacale verrà nominato un revisore unico della Società, conseguendo un risparmio di spesa di su base annua di 30mila euro. Il Comune “disporrà una verifica della gestione dei parcheggi affidata alla Multiservizi che, allo stato attuale, risulta non essere profittevole e valuterà se sia opportuno attivare altre opzioni, quali la esternalizzazione ovvero l’affidamento ad altra società in house”. Nel caso in cui  il servizio parcheggi non fosse più gestito da Multiservizi, le risorse umane passerebbero ad altri settori.

Quanto ai nuovi affidamenti, sono state ipotizzate: la manutenzione alloggi edilizia popolare di proprietà comunale per 300mila euro euro annui; l’estensione della gestione parchi con guardiania per centomila euro e i servizi cimiteriali il cui valore ammonta a circa mezzo milione di euro”. 

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