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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

"Aiutateci, stiamo affondando". L'odissea dei naufraghi rimasti in acqua per ore

"Venite ad aiutarci, stiamo affondando". Hanno fatto appena in tempo a chiamare i soccorsi con uno dei loro telefoni cellulari, prima che il natante a bordo del quale erano usciti per una battuta di pesca sportiva, un Brava 22, colasse a picco nelle acque al largo di Brindisi. I tre naufraghi non corrono pericolo di vita

BRINDISI – “Venite ad aiutarci, stiamo affondando”. Hanno fatto appena in tempo a chiamare i soccorsi con uno dei loro telefoni cellulari, prima che il natante a bordo del quale erano usciti per una battuta di pesca sportiva, un Brava 22 in vetroresina, colasse a picco nelle acque al largo di Brindisi. I tre brindisini recuperati stamani da vigili del fuoco e Capitaneria di porto dopo quasi tre ore di ricerche, si L'elicottero dei Vigili del Fuocotrovano adesso nell’ospedale Perrino in stato di ipotermia, circondati da parenti e amici. Per fortuna, non corrono pericolo di vita. Sui loro volti è ancora scolpito lo shock per la terribile esperienza vissuta. Il proprietario dell’imbarcazione gestisce un noto bar del centro storico. Insieme a lui, erano usciti il fratello e un amico.

La barca, realizzata in un cantiere navale della provincia, spinta da un motore fuoribordo, è partita poco dopo le 5.30 dalla Lega Navale. Dopo appena un’ora di navigazione, l’unità, avvistata per l’ultima volta nella zona della secca “48”, uno dei luoghi di pesca più frequentati sia dai pescatori a bolentino che da quelli che praticano la traina di fondo, ha cominciato a imbarcare acqua. Pochi secondi prima che la stessa affondasse, il commerciante è riuscito a contattare la Capitaneria di porto attraverso il suo telefono cellulare, lanciando l’Sos. La procedura prevista in caso di emergenza in mare si è attivata immediatamente. La Guardia costiera si è mobilitata con tre motovedette.

I vigili del fuoco hanno preso parte alle ricerche con una motobarca del distaccamento porto, una partenza che seguiva le operazioni da terra e un elicottero giunto da Bari. Nel frattempo, anche parenti e amici dei naufraghi avevano preso il mare con dei mezzi privati. Poco Motovedetta della Guardia costieraprima delle 11, i malcapitati sono stati individuati dall’elicottero circa nove miglia al largo da località Cerano, nella zona di fonda delle navi. La motobarca dei pompieri si è subito diretta verso i naufraghi, raggiungendoli nel volgere di pochi minuti. Tutti e tre erano vigili e coscienti, tenuti a galla dai giubbetti di salvataggio ma semi assiderati a causa del lungo periodo di permanenza in acqua.

Tre ambulanze li attendevano sulla banchina di Sant’Apollinare, nel porto interno di Brindisi, dove già si era radunato un gruppo di famigliari. Da lì, poi, i naufraghi sono stati trasportati al Pronto soccorso del nosocomio brindisino. Gli stessi non sanno darsi alcuna spiegazione dell’accaduto. Acquistata circa un anno fa, la barca non aveva mai dato problemi. Restano un mistero, quindi, le ragioni per le quali il natante abbia imbarcato acqua in mare aperto. L’importante, ad ogni modo, è che i suoi occupanti, grazie alla prontezza dei soccorsi, siano sani e salvi. 

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