Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

“Inchiesta sulla discarica e sul canile partita da controlli sui camion”

Ascoltati un agente della Digos e un carabiniere del Noe come testi del pm nel processo in cui Screti e i gestori del Dog’s Village sono accusati di aver smaltito le feci degli animali in violazione delle disposizioni di legge

BRINDISI – “Le indagini sullo smaltimento delle feci dei cani nella discarica di Autigno sono partite dopo i primi controlli sui camion di una ditta incaricata del trasporto”.

Il pm Valeria Farina ValaoriParola ai primi due testimoni del pubblico ministero, oggi nel processo sullo smaltimento delle feci dei cani ospiti del Dog’s Village nella discarica di Autigno di proprietà del Comune di Brindisi: l’ispettore Cucurachi della Digos e per il carabiniere del Noe Solombrino questa mattina hanno riferito al Tribunale, di fronte al quale è incardinato il processo, la genesi dell’inchiesta svelando che l’input è arrivato da verifiche sul trasporto dei rifiuti avviati nel sito.

I primi accertamenti risalgono al mese di dicembre 2012. E dalla stessa relazione emerge che i primi controlli hanno avuto per oggetto i carichi dei mezzi della ditta Secom, fuori dal processo avendo ottenuto il patteggiamento in occasione della prima udienza dibattimentale.

L’accusa, sostenuta dal pm Valeria Farina Valaori (nella foto), ha ottenuto il rinvio al giudizio per: Luca Screti, amministratore unico pro tempore della Nubile srl che aveva in gestione la discarica di Autigno; Rosario Mazzarella, imprenditore della Secom; Antonio Regoli gestore di fatto del Dog’s Village che si trova strada Brindisi-San Vito dei Normanni; Ariana Markisic, titolare della stessa struttura; Giovanni Monaco; Salvatore Tondo, Luigi Donno, Carlo Scardia, Francesco Baccari e Rocco Giannini, gli ultimi cinque operatori della Secom. Sono finite sotto processo anche la Sca Servizi Ambientali e la Nubile srl per gli illeciti amministrativi contestati dalla Procura. Tutti gli imputati oggi erano assenti.

L’accusa imbastita attiene alla violazione del diritto di privativa nel rilascio di autorizzazioni per la raccolta, il trattamento, il trasporto e lo stoccaggio che la legge pone in capo ai Comuni e i consorzi pubblici di gestione. E ancora, falso materiale nella compilazione dei codici Cer di accompagnamento, trasporto non autorizzato di rifiuti pericolosi e attività non autorizzata di gestione dei rifiuti e maltrattamento di animali. Quest’ultima accusa è stata mossa nei confronti della titolare e del gestore del Dog’s Village.

Parte civile è l’associazione Italia Nostra, sezione di Brindisi, ammessa già in occasione della prima udienza dibattimentale, con richiesta di danni diretti da quantificare in sede civile. Non si è costituito, invece, il Comune di Brindisi.

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