Cronaca

Rifiuti, nuova sanzione ad Ecologica: 900mila euro

La società di Capurso ricorre al Tribunale per ottenere la restituzione dal Comune di Brindisi. E chiama in causa l’Ente a pagare 390mila euro a Bri.Ecologica. L’Ente rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato dopo il nuovo bando di gara per due anni

BRINDISI – Il Comune di Brindisi continua a scuotere la testa in segno di disapprovazione di fronte alla raccolta dei rifiuti gestita dalla società Ecologica, multata ancora una volta: 907.206,76 euro a titolo di sanzione con riferimento al servizio svolto nel mese di settembre. Somma diventata motivo dell’ennesimo contenzioso tra le parti, alimentato dalle ragioni di Bri.Ecologica che per conto dell’altra società si occupa della raccolta di carta, vetro e plastica e lamenta il mancato pagamento di 300mila euro.

L’ultima azione è stata incardinata davanti al Tribunale di Bari, sezione delle imprese, con ricorso ex articolo 700 del codice di procedura civile, notificato a Palazzo di città alla fine di novembre, con il quale la società di Capurso chiede l’emissione di un decreto con il quale si ordina all’Amministrazione cittadina di restituire la somma.  Perché solo in tal modo, a sentire i legali di Ecologica, è possibile tutelare la srl dal “pregiudizio imminente e irreparabile” conseguente alla trattenuta che l’Ente ha operato sul canone del mese di settembre, pari a un milione e 265mila euro. A rappresentare e a difendere le ragioni del Comune, ci saranno gli avvocati interni Francesco Trane ed Emanuela Guarino.

Il nodo legale diventa ancor più complicato da sciogliere poiché nei rapporti tra Ecologica e Comune, si innestano quelli tra Bri.Ecologica ed Ecologica, anche questi turbolenti. Bri.Ecologica ha ottenuto dal Tribunale di Brindisi un decreto ingiuntivo per 390.407,96 euro, oltre interessi e spese.

La domanda monitoria è scaturita dal “mancato pagamento delle fatture emesse nel corso dell’anno 2015 dalla Bri.Ecologica, a fronte delle prestazioni svolte nel servizio di selezione, recupero e smaltimento dei rifiuti provenienti dalla differenziata per vetro, carta e plastica. Cos’è successo? Ecologica, in qualità di debitore, ha presentato opposizione ritenendo le richieste di pagamento “illegittime e inammissibili” sostenendo di aver saldato il dovuto versando la somma di 274.800 euro e, allo stesso tempo, ha chiamato in causa il Comune di Brindisi che, a questo punto, è finito nel giudizio. E dovrà resistere per non pagare.

Intanto l’Amministrazione ha deciso di rinunciare al ricorso davanti al Consiglio di Stato che pure era stato deliberato dalla Giunta Carluccio il 18 novembre scorso, dopo la pronuncia del Tar di Lecce in accoglimento dell’istanza della Ecologica sul bando di gara della durata di due anni. Il passo indietro è stato deliberato dall’esecutivo perché nel frattempo il Comune ha disposto la “riapertura dei termini per la ricezione delle offerte procedendo nel contempo alla rettifica e alla conseguente approvazione del capitolato speciale d’appalto”. In una situazione di questo tipo, si “rende privo di interesse il ricorso” davanti ai giudici del Consiglio di Stato. Da qui la revoca della decisione precedente.

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