Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Nuova tegola per il Comune: decreto ingiuntivo per oltre 600mila euro

Il Tribunale ordina all'Amministrazione il pagamento di fatture presentata da Formica Ambiente per i servizi di triturazione smaltimento dell'indifferenziato nella discarica privata. L'ufficio legale chiede spiegazioni al settore Ecologia che non risponde

BRINDISI- Altra tegola per il Comune di Brindisi nel settore dei rifiuti: il Tribunale di Brindisi ha “ordinato” il pagamento di oltre 600mila euro, somma chiesta dalla società Formica Ambiente per i servizi di triturazione e smaltimento dell’indifferenziato nella discarica privata, scelta come soccorso dopo il sequestro di quella pubblica in località Autigno.

Palazzo di GiustiziaIl decreto ingiuntivo è stato notificato il 30 maggio scorso a Palazzo di città, acquisito al protocollo il primo giugno e giovedì scorso è arrivata la prima risposta dell’Amministrazione che non intende mettere mano al bilancio e ha deciso di procedere con l’opposizione.

La decisione è stata assunta dal commissario, su proposta del capo dell’ufficio legale interno del Comune, Francesco Trane, il quale in verità avrebbe voluto avere notizie precise sulla vicenda, per ricostruire la genesi, definire i rapporti esistenti ed eventualmente pendenti tra le parti, da un lato la società privata e dall’altra l’Ente pubblico. Ci ha provato. Ha provato a chiedere la documentazione utile rivolgendosi al collega dell’ufficio Ecologia e lo ha fatto con lettera il 7 giugno, ma a quanto pare non c’è stato seguito: nessuna risposta, per lo meno sino al giovedì scorso, ultimo giorno ritenuto utile per la presentazione della proposta di delibera alla struttura commissariale, in vista del termine ultimo per la notifica dell’atto di opposizione. C’è tempo sino al 9 luglio.

Il Comune, quindi, non ha molti margini di manovra, per questo l’opposizione al decreto ingiuntivo è stata considerata come scelta necessaria. Anche in considerazione del fatto che strada analoga l’Ente l’ha intraprese nelle scorse settimane quando la stessa Formica Ambiente ha ottenuto un decreto ingiuntivo di un milione di euro (circa).  Esiste, quindi, una continuità tra le due vicende, anche se la genesi è differente come si evince dalle delibere.

L’ultimo decreto ingiuntivo ammonta a 664.827 euro e 51 interessi, oltre interessi, spese e competenze monitorie: “costituisce il corrispettivo dei servizi di triturazione smaltimento dei rifiuti indifferenziati del Comune di Brindisi nella discarica privata gestita da Formica Ambiente spa per il periodo di tempo che va dal 5 dicembre 2015 sino al 10 febbraio 2016”. Il privato sostiene che l’Ente avrebbe “omesso il pagamento di alcune fatture, nonostante le ripetute comunicazioni e i solleciti di pagamento.

Il decreto ingiuntivo precedente si riferisce a fatture per il conferimento dei rifiuti nella discarica privata, biostabilizzati nell’impianto di Cdr gestito dalla Nubile nel 2015: la somma ammonta a 991.063 euro e 69 euro, a cui devono aggiungersi gli interessi, le spese e le competenze monitorie, per il conferimento relativo a un semestre, più esattamente da marzo a novembre dello scorso anno.

Nubile, come si ricorderà, era affidataria del servizio di gestione del sistema impiantistico dei rifiuti solidi urbani, sulla base del contratto d’appalto stipulato il 20 luglio 2012, del valore di 176 milioni di euro. Formica sarebbe divenuta titolare dei crediti vantati dalla Nubile nei confronti del Comune di Brindisi per effetto dell’atto di cessione pro solvendo firmato il 27 marzo 2015, mediante scrittura privata che venne autenticata da notaio Andrea Tavassi di Lecce.

L’Amministrazione all’epoca espresse il proprio assenso alla cessione, sulla base di una determina firmata dal dirigente del servizio Ecologia e Ambiente il 23 aprile successivo. Ma secondo il capo dell’ufficio legale del Comune quella “cessione appare non valida” ed è necessario “opporre a Formica, cessionaria, tutte le eccezioni opponibili a Nubile, in base al contratto d’appalto a suo tempo sottoscritto.  Cosa sia cambiato, ammesso che siano effettivamente elementi di novità, sarà il Tribunale a stabilirlo. Il nodo resta e intanto se ne è aggiunto un altro.

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