Cronaca

Shuttle a Brindisi, tutto bloccato: nuovo ricorso ai giudici

La società D'Oronzo Infrastrutture di Barletta ha promosso appello al Consiglio di Stato dopo che il Tar ha ritenuto legittima l'esclusione comminata dal Comune. Appalto affidato a un'Ati con sede a Bologna: tutta la documentazione in Procura

BRINDISI – Lo shuttle di collegamento tra la stazione ferroviaria e l’aeroporto non parte. Resta bloccato da un lato dall’inchiesta della Procura sulla progettazione preliminare dell’opera con verifiche anche sugli incentivi riconosciuti agli uffici del Comune di Brindisi, dall’altro dai ricorsi davanti ai giudici amministrativi.

Il percorso dello shuttle-3La stagione delle opposizioni è ripresa con l’appello presentato dalla società D’Oronzo Infrastrutture al Consiglio di Stato, dopo che il Tar di Lecce ha ritenuto legittimo il provvedimento di esclusione comminato dal Comune di Brindisi nei confronti della srl che ha sede legale a Barletta.

L’istanza è stata notificata a Palazzo di Città lo scorso 23 giugno, un mese dopo la pronuncia dei giudici di primo grado ai quali gli avvocati della società D’Oronzo chiedevano di annullare la determina del dirigente degli Affari generali con la quale il 13 novembre 2014 era stata esclusa dalla gara d’appalto avente ad oggetto la “progettazione ed esecuzione dei lavori di realizzazione di uno shuttle di collegamento tra Aeroporti di Puglia e rete ferroviaria”, così come di “ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, compreso l’istanza di autotutela chiesta e la determina con cui il Comuna ha aggiudicato la gara”. I legali chiedevano anche di dichiarare non efficace “il contratto eventualmente sottoscritto nelle more del giudizio e, in via subordinata, il risarcimento equivalente”. E, ancora prima, di pronunciarsi con sospensiva.

Il collegio giudicante si è espresso riconoscendo la legittimità della decisione assunta dal Comune. Da qui il ricorso al Consiglio di Stato, di fronte al quale l’Amministrazione ha deciso di costituirsi “al fine di salvaguardare gli interessi dell’Ente” con l’avvocato Francesco Trane, nominato dalla Giunta Carluccio.

L’Amministrazione, sul fronte dello Shuttle, ha già deciso di congelare l’iter in attesa che arrivi a conclusione l’inchiesta della magistratura. La volontà è stata espressa dal commissario Cesare Castelli ed è stata lasciata in eredità alla sindaca Angela Carluccio, al momento del passaggio di consegne, dopo che il Comune lo scorso 13 maggio aveva affidato l’appalto per la progettazione esecutiva e per i lavori all’Ati  costituita fra il Consorzio Cooperative Costruzioni-Igeco spa-Favellato spa, con sede a Bologna.

L’importo complessivo dell’aggiudicazione ammonta a quasi venti milioni di euro a fronte dei 40 che l’Amministrazione ha ottenuto dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Più esattamente 15.793.773,51 euro come base a cui si aggiungono 1.869.642,61 per oneri della sicurezza, più 2.995.810 per la fornitura di automezzi e ancora 202.447,23 per la progettazione.

Di fronte all’inchiesta della Procura, di cui lo stesso commissario ha avuto notizia il 26 maggio quando furono disposte perquisizioni negli uffici del Comune, è stato deciso di fermare tutto.

Nel fascicolo assegnato al sostituto procuratore Jolanda Daniela Chimienti c’è tutta la documentazione che attiene alla progettazione preliminare e a quella esecutiva, acquisita sia negli uffici del Comune, tra le sedi delle ripartizioni Urbanistica e Lavori Pubblici, che a Perugia, nella sede della società Tps, venuta a galla da una prima raccolta di atti dell’Amministrazione cittadina.

Finanza al Comune - Caso Cala Materdomini 3-2Gli atti acquisiti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, file di posta elettronica compresi, farebbero riferimento a una richiesta di consulenza partita dal Comune per la progettazione della fermata di interscambio, delle pensiline, della passerella del Cillarese e del nuovo ingresso dell’aeroporto, come risulterebbe anche dai curriculum dei tre professionisti che hanno lavorato per la Tps e  che non sono indagati. Non è chiaro chi abbia fatto tale richiesta e se ci sia stato un input di natura politica.

Al momento la Procura procede seguendo l’ipotesi di falso, nei confronti dell’(ex) dirigente del settore Urbanistica Fabio Lacinio, nel frattempo sostituito da Gaetano Padula, e Teodoro Indini in relazione all’incarico ricoperto in seno al Comune, quindi come atto dovuto, ai quali si aggiunge Pasquale Luperti, ex assessore all’Urbanistica, sempre nella stessa logica. Per lo shuttle il dubbio sembra legato all’ipotesi che la progettazione preliminare non abbia visto al lavoro solo il personale interno del Comune, al quale sono stati riconosciuti incentivi, ma professionisti esterni, quelli della società Tps di Perugia

La Procura cioè starebbe verificando di chi è la paternità del progetto. La domanda richiede una risposta perché dal quadro economico approvato dal Comune, risulta la previsione del “fondo per la progettazione di cui all’articolo 13 bis della legge 114/2014 e al regolamento comunale (80 per cento dell’1,2 per cento dell’importo dei lavori) per un totale di 167.258,23 euro".

La somma è così suddivisa: “responsabile del procedimento 23.557,50, progettisti (progettazione preliminare) 58.893,74, direzione lavori 58.983,74, personale vario 16.490,25 e responsabile del procedimento di gara-collaboratori 9.423 euro”. Per la “verifica del progetto preliminare 95.038,99 e per quella del progetto definitivo ed esecutivo 29.943,32”. Risultano sotto la voce “altre spese” quella per l’”attività di consulenza e di supporto per 400mila euro”, più quelle per la .“commissione giudicatrice per 20mila euro”.

Fra i documenti acquisiti, c’è anche la delibera approvata dal Consiglio comunale di Brindisi il 22 dicembre 2015, dalla sola maggioranza di centrosinistra con i voti dei 17 rimasti in aula dopo l’abbandono delle opposizioni, secondo cui quell’opera è e resta “una cattedrale del deserto”, per la quale non è stata approfondita la questione dell’utilità attraverso uno studio di fattibilità.
 

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