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Ospedale Perrino, furti di farmaci, peculato e assenteismo: chieste quattro condanne

Requisitoria per gli imputati Oliver Cannalire, Massimiliano Bataccia, Ignazio Menga e Michelangelo Lombardo: hanno optato per l’abbreviato dopo gli arresti del 17 ottobre 2016. Parte civile la Sanitaservice che ha licenziato tutti, pendono i ricorsi davanti al giudice del lavoro, e la Asl

BRINDISI – Confermando le accuse di furto di farmaci e prodotti destinati all’ospedale Perrino, peculato e truffa conseguente all’assenteismo, il pubblico ministero ha chiesto condanne sotto i cinque anni di reclusione per i quattro brindisini che hanno optato per il processo con rito abbreviato.

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Per Oliver Cannalire, il pm Valeria Farina Valaori ha invocato tre anni, quattro mesi e venti giorni (difeso dall’avvocato Vito Epifani); per Massimiliano Bataccia tre anni, otto mesi  dieci giorni (avvocato Daniela d’Amuri); per Ignazio Menga, due anni, dieci mesi e venti giorni (avvocato Daniela d’Amuri); per Michelangelo Lombardi, quattro anni e nove mesi (difeso dagli avvocati Paoloantonio D’Amico e Francesco Arigliano).

Hanno, invece, scelto il processo ordinario e quindi affronteranno il dibattimento: Damiano Bissante (difeso dall’avvocato Giuseppe Guastella), Cosimo De Tommasi (difeso da Fabio Valentini), Attilio Ferulli (difeso da Lelio Lolli), Sergio Gianfrate (difeso da Alessandro Longo), Saverio Pollio (difeso da Livio Di Noi) e Santo Schiena (difeso da Paoloantonio D’Amico). Furono tutti arrestati dai carabinieri, il 17 ottobre 2016, in esecuzione di provvedimenti cautelari.

Il gup Paola Liaci aveva già ammesso la costituzione di parte civile della Sanitaservice, depositata dall’avvocato Francesco Greco, in sede di udienza preliminare, con riserva di quantificazione del risarcimento dei danni, materiali e d’immagine per le condotte contestate che sono state già oggetto di censura con il licenziamento per cessazione del rapporto fiduciario, come evidenziato nelle lettere notificate agli imputati nelle scorse settimane, a firma dell’amministratore unico Flavio Maria Roseto. Nel frattempo sono stati presentati ricorsi al giudice del lavoro.

Furti di farmaci in ospedale-2

Parte civile, inoltre, la Asl di Brindisi che per prima denunciò i furti con il direttore generale Giuseppe Pasqualone. Per verificare quanto esposto dalla Asl, sono state autorizzate intercettazioni ambientali e telefoniche, così come telecamere nascoste nei magazzini di pertinenza dell’ospedale, diventate fonti di prova per il sostituto procuratore.

Il rinvio al giudizio del Tribunale di Brindisi a carico di De Tommasi, Ferulli e Schiena, è per peculato essendo stato contestato ai tre “l’incarico di pubblico servizio in quanto dipendenti della Sanitaservice, incaricata dalla Asl sel servizio di ausiliariato e pulizie nell’ospedale Perrino”. De Tommasi aveva anche “funzioni di vigilanza e controllo”, gli altri due erano addetti “alla farmacia, con il compito di coadiuvare i dipendenti Asl nella preparazione dei farmaci e di riempiere i rollers per poi apporre i sigilli”.

La ricettazione è stata contestata “Bataccia in almeno 24 occasioni, a Bissante in 7 occasioni, a Cannalire in quattro occasioni,  a Gianfrate in almeno due occasioni, a Lombardi in 37, a Menga in tre e a Pollio in una”, con le “aggravanti dell’abuso di prestazione d’opera e commesso su cose destinate a pubblico servizio”. La truffa, infine, è stata contestata a Bataccia, Lombardi, Cannalire e Menga perché “con artifici e raggiri” hanno “abbandonato il posto di lavoro per motivi non inerenti al servizio per apprezzabili periodo di tempo e senza timbrare il badge”. In questo modo avrebbero percepito “indebitamente la retribuzione”: Bataccia si sarebbe assentato 12 volte, Lombardi 30, Cannalire 21 e Menga tre.

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