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Crollo nella scuola, la Procura chiede l’ascolto di otto testimoni

Prima udienza del processo per la caduta di parte del soffitto in una classe dell'istituto elementare Pessina di Ostuni: due alunni e una insegnante rimasero feriti, imputati il dirigente dell'ufficio tecnico del Comune e il direttore dei lavori

BRINDISI – La Procura ha chiesto l’ascolto di otto testimoni a sostegno dell’accusa di lesioni personali contestata per il crollo di una parte del soffitto della scuola elementare Pessina di Ostuni, al dirigente dell’ufficio tecnico del Comune e al direttore dei lavori. La lista dei testi è stata depositata ieri in occasione della prima udienza del processo, davanti al Tribunale di Brindisi, in cui sono imputati Salvatore Molentino, in qualità di direttore dei lavori (difeso dall’avvocato Francesco Sabatelli) e Roberto Melpignano, dirigente dell’ufficio tecnico dell’Amministrazione comunale della Città Bianca, citata come responsabile civile in relazione al crollo avvenuto il 13 aprile 2015.

L'ingresso della scuola Pessina-2

Il pm intende ascoltare chi eseguì le indagini, partendo dal sopralluogo subito dopo il distacco, il proprio consulente tecnico e le parti civili che si sono costituite già in sede di udienza preliminare davanti al gup Luigi Forleo. A chiedere i danni per le ferite riportate sono state una insegnante e due alunni, presenti nella classe, rappresentanti in giudizio dagli avvocati Alessandro Dello Russo e Michele Laforgia.  Solo per l’insegnante c’è stata quantificazione del risarcimento con richiesta pari a 50mila euro. Parte civile anche il Comune di Ostuni che in giudizio sarà rappresentato dall’avvocato Francesco Paolo Sisto.

La Procura, nel frattempo, ha chiuso l’inchiesta bis sul crollo, per approfondire gli aspetti legati ai lavori di consolidamento e messa in sicurezza dell’edificio eseguiti fra il 2009 e il 2015, quando la scuola venne inaugurata. In sette risultano indagati e rischiano di finire sotto processo.

Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati agli inizi di novembre ai due già imputati nel processo madre, vale a dire al dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Ostuni, Roberto Melpignano, al direttore dei lavori, Salvatore Molentino e poi al responsabile del piano sicurezza, l’architetto Stefania Farina, e a quattro imprenditori residenti a Oria, Ceglie Messapica, Ostuni e Grottaglie. Le accuse contestate sono, a vario titolo, abuso d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente per aver frazionato artificiosamente gli incarichi professionali e di esecuzione di lavori.


 

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