Cronaca

Violenza sessuale su minore, perizia sulle chat Fb e Whatsapp

Incarico per leggere i contenuti di computer e telefonino del 19enne arrestato. L'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. L'inchiesta sembra allargarsi dopo l'ascolto di un altro ragazzino di 12 anni. Lunedì sarà sentito il papà dell'adolescente ritenuto vittima di abusi: è accusato di lesioni ai danni del maggiorenne

BRINDISI – Dopo l’ascolto protetto di un secondo ragazzino di 12 anni, la Procura chiede di leggere le chat su Facebook e su Whatsapp scritte dallo studente brindisino di 19 anni arrestato sette giorni fa con l’accusa di violenza sessuale su minore, un dodicenne il cui padre è ai domiciliari con l’accusa di aver aggredito il maggiorenne a colpi di martello, dopo aver scoperto i fatti.

somma ghizzardi montinaro-2-2-3L’incarico per l’acquisizione di tutti i file e di eventuali foto su computer e telefonino in uso all’indagato è stato disposto dai pubblici ministeri titolari del fascicolo d’inchiesta che sembra allargarsi all’indomani delle domande rivolte all’altro minorenne. Un secondo ragazzino, sempre di Brindisi, che stando agli elementi al momento raccolti dagli agenti della Mobile sarebbe entrato in contatto con il 19enne, iscritto al quinto anno di liceo e prossimo alla maturità, sempre su Facebook dove lo studente avrebbe avuto modo di aprire un profilo ritenuto falso a nome di una ragazza.

Lo studente, fingendosi una ragazza, tramite la chat del social network avrebbe contattato il 12enne per dargli appuntamento all’interno del Parco del Cesare Braico e stando alla ricostruzione dell’accusa, qui – all’interno di un rudere – il 19enne avrebbe abusato del minorenne in tre circostanze. Dopo gli incontri avrebbe minacciato il dodicenne di rilevare tutto sulla chat. Gli episodi contestati si riferiscono al periodo di tempo a cavallo tra i mesi di ottobre e novembre 2015, mentre la denuncia del padre del ragazzino è dello scorso marzo.

Il genitore, assistito dall’avvocato Gianluca Palazzo, ha anche sporto denuncia per minacce sostenendo di essere stato contattato sempre su Fb dal 19enne. Ma nel frattempo la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip nei suoi confronti, la misura cautelare in relazione all’ipotesi di lesioni personali gravi. Per il liceale, invece, i pm avevano chiesto l’arresto in carcere, ma il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi ha deciso per i domiciliari.

Per il 19enne, ieri, era stato fissato l’interrogatorio di garanzia, ma lo studente ha preferito in questa fase non rispondere alle domande e ha deciso di avvalersi del silenzio. Cosa che, a quanto pare, non intende fare il papà del minore, per il quale l’interrogatorio è stato fissato per lunedì prossimo: ha già respinto l’accusa legata all’aggressione che gli viene contestata, così come di conoscere quel ragazzo e lo ha detto in prima istanza agli agenti della Mobile ai quali si è consegnato lui stesso per la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare. Sette giorni fa, non venne trovato nella sua abitazione, era fuori per lavoro e si è presentato in questura la mattina successiva con il suo difensore.

Per capire cosa sia effettivamente accaduto è necessario recuperare le conversazioni scritte ed eventualmente ricevute dal liceale. Anche per verificare se ci sia stato un altro caso di contatto, dopo l’ascolto di un secondo ragazzino coetaneo del primo. Dodici anni entrambi e forse lo stesso incubo. Per questo secondo caso non c’è contestazione, ma nel corso della conferenza stampa gli inquirenti dissero che le indagini non erano arrivate a conclusione. Non ancora. Probabilmente dopo il deposito della perizia che permetterà di conoscere quel che doveva restare un terribile segreto.

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