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Piante di cannabis nel vigneto, scarcerati: “Non sono nostre”

Tornano liberi un imprenditore agricolo e un bracciate arrestati dai carabinieri tre giorni fa

TORRE SANTA SUSANNA – “Le piante di cannabis? Non sono nostre. Non sappiamo chi le ha portate”. Hanno respinto l’accusa e hanno riottenuto la libertà dopo due giorni ai domiciliari, Vincenzo Cavallo 46 anni di Torre San Susanna e Gianluca Pedone 23 anni di Mesagne.
Gli indagati hanno affrontato l’interrogatorio in sede di udienza di convalida nella mattina di oggi di fronte al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Paola Liaci, al fianco del loro difensore di fiducia, Cosimo Lodeserto.

CAVALLO Vincenzo, classe 1971-2Il penalista ha chiesto la remissione in libertà di entrambi, il pubblico ministero l’emissione dell’ordinanza di custodia.  Il gip, dopo aver ascoltato gli indagati ha convalidato l’arresto eseguito in flagranza di reato dai carabinieri essendocene tutti i presupposti, ma ritenuto di non procedere oltre, anche in considerazione dello status di incensurati di entrambi.
PEDONE Gianluca, classe 1994-2L’arresto risale al pomeriggio di martedì 12 settembre, quando una pattuglia dei carabinieri del Nas di Taranto durante un’attività di controllo nelle aziende agricole, ha notato in un vigneto tre uomini che si “comportavano in modo sospetto”. Immediata la segnalazione al 112. Sul posto sono arrivati i colleghi della stazione di Torre che hanno sorpreso i tre intenti a coltivare 18 piante di “cannabis indica”, di altezza variabile da 140 a 180 centimetri. Tutte estirpate e sottoposte a sequestro. 

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